Profezie di eventi futuri come già avvenuti

XLII. - 1. Talvolta lo Spirito Profetico parla del futuro come se fosse già avvenuto, come si può comprendere anche dalle parole riportate sopra: chiariremo anche questo, perché la cosa non offra motivi di contestazione ai lettori.

2. Gli eventi chiaramente conosciuti come destinati a compiersi, li predice come già avvenuti. Che così si debbano intendere, prestate attenzione, ché ve lo spiegherò.

3. Davide fece le profezie di cui ho parlato, millecinquecento anni prima che Cristo, fatto uomo, fosse crocifisso; ma nessuno di quanti vissero prima di Lui, crocifisso, offrì gioia alle genti, così come nessuno neppure dopo.

4. Invece il nostro Gesù Cristo, crocifisso e morto, resuscitò, e regnò dopo essere asceso al cielo; e per l'annuncio che da parte sua è stato portato dagli Apostoli a tutte le genti c'è gioia per quanti attendono l'immortalità annunciata da Lui.

Il problema del libero arbitrio

XLIII. - 1. Perché nessuno, da quanto è stato da noi detto, ci pensi sostenere che gli avvenimenti soggiacciono inesorabilmente al fato, per il fatto di essere predetti come preconosciuti, scioglieremo anche questo nodo.

2. Noi abbiamo appreso dai Profeti, e dimostriamo essere vero, che le punizioni e le pene e le buone ricompense vengono assegnate a ciascuno secondo il merito delle sue azioni. Perché, se non fosse così, ma tutto si compisse per destino, non esisterebbe per nulla il libero arbitrio. Se infatti fosse già stabilito che l'uno sia buono e l'altro cattivo, né quello sarebbe da lodare, né questo da biasimare.

3. D'altra parte, se il genere umano non ha facoltà di fuggire il male, e di preferire il bene per libera scelta, non è responsabile, qualsiasi azione compia.

4. Noi dimostriamo invece che l'uomo è virtuoso o fa il male per libera scelta.

5. Vediamo infatti che un medesimo uomo passa da un comportamento a quello opposto.

6. Se fosse stabilito che egli sia o cattivo o buono, non sarebbe mai soggetto a comportamenti contrapposti, né muterebbe più volte. Non ci sarebbero né i buoni ne i cattivi, poiché si dimostrerebbe che il destino è la causa sia del bene sia del male, e che esso perciò è contraddittorio in se stesso; oppure che noi riteniamo vero quanto riportato prima, che cioè virtù o vizio non sono nulla, e le cose sono buone o cattive solo a giudizio personale: il che, come la retta ragione dimostra, è massima empietà e ingiustizia.

7. Noi invece sosteniamo che fato ineluttabile è soltanto questo, che esiste un premio per chi sceglie il bene, e parimenti giusti castighi per chi sceglie il contrario: perché Dio ha fatto l'uomo non come gli altri esseri, come alberi e quadrupedi, incapaci di agire per libera scelta. Infatti non sarebbe meritevole né di ricompensa né di lode, se non scegliesse egli stesso il bene, ma fosse buono per natura; né, se fosse cattivo, sarebbe giusto che ricevesse una punizione, poiché non sarebbe tale per una scelta, bensì perché non potrebbe essere diverso da come è.

Anche Platone si rifà a Mosè

XLIV. - 1. Questi insegnamenti ci diede il santo Spirito Profetico dicendo, per bocca di Mosè, che Dio così parlò al primo uomo da Lui plasmato: "Ecco dinanzi a te il bene ed il male; scegli il bene".

2. Ed ancora, attraverso Isaia, l'altro Profeta, a questo proposito così parlò in persona di Dio, Padre e Signore di tutte le cose: "Lavatevi, purificatevi, sgombrate le iniquità dalle vostre anime, imparate a fare il bene, proteggete l'orfano e rendete giustizia alla vedova; e poi venite e discutiamo - dice il Signore -; e se anche i vostri peccati sono come porpora, li renderò bianchi come lana; e se sono come cremisi, li renderò bianchi come neve. E se volete e mi ascoltate, gusterete i beni della terra; ma se non mi ascolterete, una spada vi divorerà. Poiché la bocca del Signore così ha parlato".

3. La frase citata: "Una spada vi divorerà" non significa che i disobbedienti saranno uccisi con spade; la spada di Dio è il fuoco, di cui divengono pasto quanti scelgono di operare il male. Per questo dice: "Una spada vi divorerà. Poiché la bocca del Signore così ha parlato". Se avesse parlato di una spada che taglia e che subito separa, non avrebbe detto "divorerà".

4. Cosicché, quando Platone disse: "La colpa è di chi sceglie, Dio non è responsabile", prese il concetto da Mosè, poiché Mosè è più antico anche di tutti gli scrittori greci.

5. Tutte le teorie formulate da filosofi e poeti sull'immortalità dell'anima, o sulle punizioni dopo morte, o sulla contemplazione delle cose celesti, o su simili dottrine, essi le hanno potute comprendere e le hanno esposte prendendo le mosse dai Profeti.

6. Per questo appaiono esserci segni di verità presso tutti costoro. Li si può però accusare di non aver inteso giustamente, quando si contraddicono tra loro.

7. Perciò, quando noi diciamo che è stato profetizzato il futuro, non intendiamo dire che esso si compia per fatale necessità; ma Dio, poiché preconosce tutte le azioni degli uomini ed ha stabilito che ciascuno riceverà la ricompensa adeguata al suo comportamento, ci ammonisce, attraverso lo Spirito profetico, che da Lui sarà stabilita una ricompensa degna delle azioni, guidando il genere umano a comprendere ed a ricordare sempre, e mostrando che Egli se ne occupa e provvede.

8. E' per influsso dei demoni cattivi che fu designata la pena di morte contro quanti leggessero i libri di Istaspe o della Sibilla o dei Profeti, per distogliere con la paura gli uomini dal leggerli e dal prendere conoscenza del bene, e per poterli tenere sottomessi a loro.

9. Ma non poterono fare ciò fino alla fine. Infatti noi non solo li leggiamo senza paura, ma li offriamo anche al vostro esame - come vedete - sapendo che appariranno graditi a tutti. E se anche riuscissimo a persuadere pochi, avremmo guadagnato moltissimo: come buoni agricoltori, riceveremo la ricompensa del padrone.

La glorificazione di Cristo

XLV. - 1. Sentite come il Profeta Davide preannunziò che Dio, Padre di ogni cosa, avrebbe innalzato al cielo Cristo, dopo la Sua resurrezione dai morti; e che lo avrebbe tenuto finché avesse abbattuto i demoni suoi nemici e si fosse completato il numero dei buoni e dei virtuosi già preconosciuti, per merito dei quali Egli non ha ancora operato la conflagrazione.

2. Ecco le Sue parole: "Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché abbia posto i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi. Uno scettro di potenza ti invierà il Signore da Gerusalemme: e domina in mezzo ai tuoi nemici. Con te il dominio nel giorno della tua potenza, nei fulgori dei tuoi santi; dal seno ti generai prima della stella mattutina".

3. La frase: "Uno scettro di potenza ti invierà da Gerusalemme" è profetica della parola potente, che i Suoi apostoli, usciti da Gerusalemme, diffusero ovunque; e, sebbene sia stabilita la pena di morte contro chi insegna o solo professa il nome di Cristo, noi lo abbracciamo e lo insegniamo dappertutto.

4. Se anche voi leggerete queste parole da nemici, non potete far altro che ucciderci, come dicevamo: ma questo non reca alcun danno a noi, bensì procura a voi, ed a tutti quelli che ingiustamente ci odiano e non se ne ravvedono, la punizione eterna attraverso il fuoco.

Gli uomini vissuti prima di Cristo

XLVI. - 1. Affinché nessuno, sragionando, cerchi di distorcere i nostri insegnamenti - poiché affermiamo che Cristo è nato centocinquant'anni fa sotto Cirino, e ci insegnò quello che noi diciamo, qualche tempo dopo, sotto Ponzio Pilato - e obietti che tutti gli uomini che vissero prima sarebbero irresponsabili, noi preverremo e scioglieremo questa difficoltà.

2. Ci è stato insegnato che Cristo è il primogenito di Dio, ed abbiamo già dimostrato che Egli è il Logos di cui fu partecipe tutto il genere umano.

3. E coloro che vissero secondo il Logos sono cristiani, anche se furono giudicati atei, come, tra i Greci, Socrate ed Eraclito ed altri come loro; tra i barbari, Abramo ed Anania ed Azaria e Misaele ed altri molti, l'elenco delle cui opere e dei cui nomi ora tralasciamo, sapendo che è troppo lungo.

4. Cosicché anche quelli che erano nati prima ed erano vissuti non secondo il Logos, furono malvagi e nemici di Cristo ed uccisori di quanti vivevano secondo il Logos. Quanti invece sono vissuti e vivono secondo il Logos, sono cristiani, ed impavidi ed imperturbabili.

5. Per quale causa, poi, per virtù del Logos, secondo il volere di Dio, Padre e Signore di ogni cosa, sia stato concepito da una vergine un uomo, e sia stato chiamato Cristo, e, crocifisso e morto, sia resuscitato ed asceso al cielo, chiunque sia dotato di intelligenza potrà comprenderlo da quanto è stato detto.

6. Noi pertanto, poiché per ora tale argomento non è necessario alla nostra dimostrazione, passeremo alle dimostrazioni che urgono in questo momento.

La devastazione della Giudea

XLVII. - 1. Quanto al fatto che la terra dei Giudei sarebbe stata devastata, ascoltate ciò che è stato detto dallo Spirito Profetico. Le parole sono pronunciate come per bocca di popoli che si meravigliano dell'accaduto.

2. Eccole: "E' diventata deserta Sion, come un deserto è diventata Gerusalemme; è in maledizione l'edificio, nostro santuario; e la gloria, di cui si vantarono i nostri padri, è stata bruciata e tutti i suoi ornamenti caddero. E di fronte a tali avvenimenti rimanesti immobile e tacesti e gravemente ci umiliasti": che Gerusalemme sia stata resa deserta, come era stato predetto, non potete non essere persuasi.

3. Dal profeta Isaia era stato così predetto, oltre che la sua devastazione, anche il fatto che sarebbe stato proibito a ciascuno di loro di abitarvi: "La loro terra sarà deserta, e dinanzi a loro i nemici la divoreranno, e non vi sarà tra loro chi abiti in essa".

4. Voi sapete benissimo che essa è sorvegliata da voi affinché nessuno vi abiti, e che è comminata la morte per qualunque giudeo sia sorpreso ad entrarvi.

La predizione dei miracoli

XLVIII- - 1. Udite che fu predetto che il nostro Cristo avrebbe guarito ogni malattia ed avrebbe resuscitato i morti.

2. Ecco: "Alla Sua venuta lo zoppo salterà come cervo e sarà sciolta la lingua dei muti; i ciechi vedranno ed i lebbrosi saranno purificati ed i morti resusciteranno e cammineranno".

3. Che Egli abbia compiuto queste azioni, lo potete apprendere dagli Atti redatti sotto Ponzio Pilato.

4. E come è stato vaticinato dallo Spirito Profetico che Egli sarebbe stato ucciso insieme con quanti sperano in Lui?

5. Ascoltate queste parole di Isaia: "Vedi come il giusto perì e nessuno lo accoglie nel cuore; e gli uomini giusti sono uccisi e nessuno se ne dà pensiero. Dalla faccia dell'ingiustizia è stato tolto di mezzo il giusto, e sarà in pace il suo sepolcro; egli è stato tolto di mezzo".

I Gentili accolgono con gioia il Cristo

XLIX. - 1. Ed ancora: ecco come è stato predetto dallo stesso Isaia che i popoli che non l'attendevano l'avrebbero adorato, mentre i Giudei, che l'avevano atteso, non l'avrebbero riconosciuto alla Sua comparsa. Le parole sono riferite come pronunciate dalla persona di Cristo stesso.

2. Eccole: "Fui conosciuto da quelli che non domandavano di me, fui trovato da quelli che non mi cercavano. Dissi - Eccomi - alle genti che non invocavano il mio nome. Ho disteso le mani ad un popolo incredulo e renitente, a coloro che camminano per una via non retta, bensì seguendo i loro peccati. I1 popolo è quello che mi provoca a sdegno di fronte a me".

3. I Giudei infatti, pur avendo le Profezie, ed essendo sempre in attesa di Cristo, quando venne non Lo riconobbero; non solo: Lo uccisero.

4. Invece i Gentili che non avevano mai udito parlare di Cristo, finché gli Apostoli, usciti da Gerusalemme, non Lo fecero conoscere e diffusero le Profezie, pieni di gioia e di fede, rinnegarono gli idoli e si consacrarono al Dio ingenerato, mediante Cristo.

5. Ascoltate ora dalle brevi parole di Isaia come fossero preconosciute le calunnie che sarebbero state lanciate contro chi confessa Cristo, e come sarebbero stati sciagurati coloro che Lo bestemmiano, affermando che è conveniente conservare le antiche tradizioni. Ecco le sue parole: "Guai a chi dice amaro il dolce e dolce l'amaro".

La predizione della Passione

L. - 1. Udite le Profezie pronunciate a proposito del fatto che Cristo, fattosi uomo per noi, sopportò di patire e di essere infamato e che di nuovo sarebbe ritornato in gloria.

2. Eccole: "In cambio dell'essere stata consegnata a morte la Sua anima e dell'essere annoverato tra gli iniqui, Egli prese su di sé i peccati di molti e propizierà il perdono agli iniqui".

3. "Ecco il mio servo intenderà e sarà innalzato e molto glorificato. Come molti stupiranno su di te, così il tuo aspetto e la tua fama saranno disprezzati dagli uomini; così molte genti si meraviglieranno ed i re chiuderanno la loro bocca. Poiché coloro ai quali Egli non fu annunziato, crederanno, e quelli che non ne hanno udito parlare comprenderanno".

4. "Signore, chi prestò fede alle nostre parole? E il braccio del Signore a chi fu svelato? L'annunziammo all'aspetto come un fanciullino, come radice in terra arida. Non ha parvenza né splendore, e noi lo vedemmo, e non aveva parvenza né bellezza, ma il Suo aspetto era spregevole e manchevole dinanzi agli uomini; uomo che era coperto di piaghe, cosciente di subire patimenti, poiché il suo volto fu stravolto, disonorato e non considerato. Questi prende su di sé i nostri peccati e soffre per noi, e noi comprendemmo che era sofferente, con piaghe e mali. Egli fu piagato per le nostre iniquità e ridotto allo sfinimento per i nostri peccati. Un ammaestramento di pace è su di Lui, per le Sue lividure noi fummo guariti. Tutti come pecore traviammo, l'uomo dalla sua via traviò; Egli consegnò se stesso per i nostri peccati e non aprì bocca, pur tra i maltrattamenti. Come pecora fu condotto al sacrificio e come agnello muto davanti a chi lo tosa, così non aprì bocca. Nell'umiliazione fu giudicato".

5. Dopo la crocifissione, persino i Suoi discepoli Lo abbandonarono tutti dopo averlo rinnegato; in seguito, però - dopo che fu resuscitato dai morti ed apparve a loro, e dopo che ebbe insegnato a leggere le Profezie nelle quali erano predetti tutti questi avvenimenti -, essi, vistolo ascendere al cielo credettero e ricevettero di lassù la forza inviata loro da Lui, andarono presso ogni stirpe umana, insegnarono queste cose e furono chiamati apostoli.

 

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