Pensieri spirituali di S. Teresa di Gesù Bambino

Questi pensieri spirituali e massime sono stati tratti dalle opere di S. Teresa di Gesù "Storia di un 'Anima" e "Novissima Verba" e dalle Lettere, Preghiere e scritti autobiografici della santa

  1. Soffriamo in pace. Confes­so che questa parola « pace » mi sembra­va un po' forte, ma, l'altro giorno, ri­flettendoci a fondo, ho scoperto il segreto di soffrire in pace. Chi dice pace, non dice gioia, o perlomeno gioia sentita. Per soffrire in pace, basta solo volere tut­to ciò che Gesù vuole.

  2. Il santo Battesimo depone nelle anime un germe ben profondo delle virtù teologali, poiché si rivelano fin dal­l'infanzia, e la speranza dei beni futuri basta per fare accettare dei sacrifici.

  3. Quante anime arriverebbero alla santità se fossero ben dirette! Lo so bene, il Signore non ha bisogno di nessuno per far l'opera sua, ma come permette a un giardiniere abile di coltivare piante rare e delicate, e gli dà le cognizioni necessarie per far ciò, riservando a sé la cura di fecondarle, così Gesù vuole essere aiutato nella sua divina cultura delle anime.

  4. Non c'illudiamo di poter amare senza soffrire, senza soffrire mol­to. Tale è la nostra povera natura e non per nulla! È la nostra ricchezza, il nostro guadagno d'ogni giorno. È così preziosa che Gesù è venuto sulla terra ap­posta per questo, per possederla.

  5. Verrà un giorno in cui le om­bre spariranno. Allora non resterà più che 1a gioia, l'ebbrezza... Approfittia­mo del nostro unico momento di soffe­renza, badiamo solo all'attimo che passa. Un attimo è un tesoro. Un solo atto d'amore ci farà conoscere più a fondo Gesù, ci avvicinerà a lui per tutta l'eter­nità.

  6. Bisogna sapere riconoscere fin dall'infanzia ciò che il buon Dio chiede alle anime, e assecondare l'azione della sua grazia, senza mai precorrerla né ral­lentarla.

  7. Non c'è che una cosa da fare nella notte di questa vita, l'unica notte che non ritorna più, quella d'amare, ama­re Gesù con tutta la forza del nostro cuo­re e salvargli le anime perché sia amato. Oh, fare amare Gesù!

  8. Come gli uccellini imparano a cantare ascoltando i loro genitori, così i figli imparano la scienza della virtù, il canto sublime dell'amor divino, dalle ani­me che dovranno formarli alla vita.

  9. La grandezza vera si trova nel­l'anima e non nel nome. Colui che avrà voluto essere il più povero in terra il più dimenticato per amore di Gesù, proprio lui sarà il primo in cielo, più no­bile e più ricco di tutti gli altri.

  10. L'anima semplice e dritta non vede male in nulla, poiché in realtà il male esiste soltanto nei cuori impuri e non negli oggetti insensibili.

  11. Non t'affliggere per il fatto che non provi nessuna consolazione nel­le tue comunioni. È una prova che bisogna sopportare con amore. Non perdere neppure una delle spine che incontri ogni giorno. Con una sola di esse puoi salvare un'anima!

  12. Ah! se tu sapessi come il buon Dio è offeso! La tua anima è fatta apposta per consolarlo. Amalo fi­no alla follia per tutti quelli che non l'amano!

  13. E impossibile che un cuore, che trova riposo solo nel tabernacolo, of­fenda Gesù al punto da non poterlo rice­vere. Ciò che offende Gesù, ciò che lo ferisce al cuore, è la mancanza di fiducia. 
  1. La gioia non la troviamo negli oggetti che ci stanno intorno, bensì nel profondo dell'anima, possiamo averla in una prigione altrettanto bene che in un palazzo: la prova è che io sono più felice nel Carmelo, anche tra prove inti­me ed esteriori, che nel mondo, circonda­ta dalle comodità della vita, e soprattutto dalle dolcezze del focolare paterno.

  2. Gesù vuole che la salvezza delle anime dipenda dai nostri sacrifici, dal nostro amore. Egli viene da noi a mendicare delle anime. Sappiamo capire il suo sguardo! Tanto pochi lo capiscono.

  3. Le mie mortificazioni consi­stevano nel rompere la mia volontà, sem­pre pronta a imporsi, nel trattenere una battuta di risposta, nel rendere servizietti senza farli valere...

  4. Gesù mi fece capire che con­cede miracoli a coloro la cui fede ugua­glia un granello di senape, e fa mutar di posto le montagne per rendere salda que­sta fede così piccola; ma per i suoi in­timi, per sua Madre, non fa miracoli pri­ma di avere messo a prova la loro fede.

  5. Costa vivere, restare su que­sta terra d'amarezza e d'angoscia. Ma domani... un'ora, e saremo in porto. Che felicità! Come sarà bello contemplare Gesù faccia a faccia per tutta l'e­ternità! Sempre, sempre più amore, sempre gioie più inebrianti... una felicità senza nubi.

  6. Dio è ammirevole, ma soprattutto è amabile. Amiamolo dunque, amiamolo fino al punto di soffrire per lui tutto ciò che vorrà, anche le pene dell'a­nima, le aridità, le angosce, le freddezze apparenti. "E. veramente un grande amo­re l'amare Gesù senza sentire nessuna dolcezza.

  7. Quando si vuole conseguire uno scopo, occorre prendere i mezzi ade­guati. Gesù mi fece capire che voleva darmi delle anime per mezzo della croce, e la mia attrattiva per il dolore crebbe in proporzione con la sofferenza.

  8. Non abbiamo che questi bre­vi attimi di vita per amare Gesù. Il diavolo lo sa molto bene e per questo cerca tutte le vie per farceli perdere in un vano logorio.

  9. Quando il demonio è riuscito ad allontanare un'anima dalla santa Comu­nione, ha raggiunto il suo scopo.

  10. Le attrattive del mondo sono svanite per noi, ma è tutto fumo, e a noi resta la realtà. La vita diventa così un autentico tesoro: ogni istante è un'e­ternità, un'eternità di gioia per il cielo, un'eternità... Solamente Gesù è, tutto il resto non è.

  11. La sofferenza mi ha teso le braccia, e mi ci sono gettata con amore.

  12. Ah quali sorprese avremo alla fine del mondo leggendo la storia delle anime'

  13. Non posso dire di avere rice­vuto spesso delle consolazioni durante i miei ringraziamenti della Comunione, forse è il momento in cui ne ho meno. Ma questo lo trovo naturale, perché " sono offerta a Gesù come una persona che desidera ricevere la sua visita non già per propria consolazione, bensì per il piacere di colui che si dà a me.

  14. Il Signore è più tenero di una madre.
  1. Vedo che la sofferenza sola può generare le anime, e più che mai le sublimi parole di Gesù mi svelano la loro profondità: “In verità, in verità vi di­co, se il chicco di grano caduto a terra non muore, rimane solo, ma se muore dà molto frutto." (Cfr. Gv 12, 24-25) 
  1. Senza l'amore tutte le cose so­no niente, anche le più splendide, come risuscitare i morti o convertire i popoli.

  2. La perfezione consiste nel fare la volontà di Dio, nell'essere come vuo­le lui.

  3. L'amore di nostro Signore si rivela altrettanto bene nell'anima più sem­plice, la quale non resiste affatto alla gra­zia, quanto nell'anima più sublime.

  4. Sulla terra non bisogna attac­carsi a nulla, neppure alle cose più sem­plici e innocenti, perché ci vengono a mancare quando meno ci si pensa. Non c'è che l'eterno che ci può contentare.

  5. Allo stesso modo in cui il sole illumina i grandi cedri ed i fiorucci da niente come se ciascuno fosse unico al mondo, così nostro Signore si occupa di ciascun'anima con tanto amore, quasi fosse la sola ad esistere; e come nella natu­ra le stagioni tutte sono regolate in modo da far sbocciare nel giorno stabilito la pratolina più umile, cosi tutto risponde al bene di ciascun'anima.

  6. Un'anima in stato di grazia non ha nulla da temere dai demoni, i qua­li sono vigliacchi, capaci di fuggire davanti allo sguardo di una bambina.

  7. Non si può gustare un po' di riposo fuorché nell'essere pronti a fare la volontà del buon Dio.

  8. Quant'è grande la nostra anima! Eleviamoci al di sopra di ciò che passa, teniamoci a distanza dalla terra. Più in alto l'aria è pura. Gesù si nasconde, ma si sa che non è lontano.

  9. Il Signore proporziona le prove alle forze che ci dà.

  10. È grande la mia gioia di es­sere senza gioia, per far piacere a Gesù.

  11. La gloria vera è quella che du­rerà eterna e per arrivare ad essa non è necessario compiere opere sfolgoranti, bensì nascondersi e praticar la virtù sì che la mano sinistra ignori ciò che fa la destra (Cfr. Mt 6,3)

  12. Che cos'è una piccola soffe­renza sopportata con gioia, quando penso che per tutta l'eternità si potrà amare più perfettamente il buon Dio! Inoltre, sof­frendo, si possono salvare le anime.

  13. La morte è venuta a visitare un gran numero di persone che ho cono­sciute giovani, ricche, felici. Mi piace tornare col pensiero ai luoghi incantatori ov'esse hanno vissuto, e domandarmi do­ve sono, che cosa giovano loro i castelli, i parchi nei quali le ho viste godere le comodità della vita? E vedo che tutto è vanità e afflizione di spirito sotto il so­le… (Cfr. Qoelet 2,11) che l'unico bene è amare Dio con tutto il cuore, ed essere, quaggiù, poveri di spirito.

  14. I giorni più radiosi sono se­guiti da tenebre; soltanto il giorno della prima, unica, eterna comunione del cielo sarà senza tramonto.

  15. Un cuore abbandonato agli af­fetti delle creature come può unirsi inti­mamente con Dio? Sento che questo non è possibile. 
  1. Se Dio ci regalasse l'intero universo con tutti i suoi tesori, tutto ciò non sarebbe paragonabile alla più leggera sofferenza. Che grazia quando al matti­no non ci sentiamo un briciolo di corag­gio, un briciolo di forza per praticare la virtù! Allora è il momento di mettere la scure alla radice dell'albero (Cfr. Mt 3,10). Invece di perdere il tempo a racimolare qualche povera pagliuzza, affondiamo le mani nei diamanti!

  2. Ho inteso dire che non si è mai incontrata un'anima pura la quale ami più di un'anima penitente; ah! come vorrei smentire questa parola!
  3. È incredibile come mi appare grande il mio cuore quando considero i tesori della terra, poiché tutti insieme non potrebbero contentarlo. Invece, co­me mi pare piccolo quando considero Gesù! Vorrei amarlo tanto!

  4. Che grande fortuna essere umiliati! È la sola strada che conduce al­la santità.

  5. La vita non è che un sogno, presto ci sveglieremo con un grido di gio­ia... Più grandi sono le nostre soffe­renze, più sconfinata sarà la nostra gloria. Oh! non perdiamo la prova che Gesù ci manda!

  6. Ho bisogno di dimenticare la terra. Quaggiù tutto mi stanca, tutto mi è di peso, non trovo che una gioia quella di soffrire per Gesù, e questa gioia non sentita supera ogni gioia.

  7. Oh, come ho compassione del­le anime che si perdono! È così facile smarrirsi nei sentieri fioriti di questo mondo!

  8. È meglio parlare a Dio che di Dio: si mescola tanto amor proprio nel­le conversazioni spirituali!

  9. Una domenica, guardando una immagine di nostro Signore in croce, fui colpita dal sangue che cadeva da una mano sua divina, provai un dolore grande pensando che quel sangue cadeva a terra senza che alcuno si desse premura di raccoglierlo; e risolsi di tenermi in ispirito a pie' della croce per ricevere la di­vina rugiada e spargerla, in seguito, sulle anime.

  10. Gesù fece di me un pescatore di uomini: sentii un desiderio grande di lavorare alla conversione dei peccatori. Sentii che la carità mi entrava nel cuore, col bisogno di dimenticare me stessa per far piacere agli altri, e da allora fui fe­lice.

  11. Non è per restare nel ciborio d'oro che Gesù discende ogni giorno dal cielo, ma per trovare un altro cielo che gli è infinitamente più caro del primo: il cielo dell'anima nostra, fatta a immagine sua, il tempio vivo dell'adorabile Trinità.

  12. Offriamo tutte le nostre sof­ferenze a Gesù per salvare le anime. Povere anime! Esse hanno meno gra­zie di noi e tuttavia il sangue di un Dio è stato versato per salvarle. Gesù è di­sposto a far dipendere la loro salvezza da un sospiro del nostro cuore. Che mi­stero! Se un sospiro può salvare un'a­nima, che cosa non possono fare delle sof­ferenze come le nostre? Non rifiutiamo niente a Gesù!
  1. Per essere la sposa di Gesù bisogna somigliare a Gesù, e Gesù è tut­to sanguinante, coronato di spine.

  2. Gesù brucia d'amore per noi. Contempla il suo volto adorabile! Con­templa i suoi occhi spenti e abbassati! Contempla le sue piaghe! Contempla nel suo volto... Là vedrai quanto ci ama.

  3. La santità non consiste nel di­re belle cose, neppure nel pensarle o nel sentirle. Sta tutta nella volontà di sof­frire.

  4. Guardiamo la vita alla luce della realtà! È un attimo fra due eter­nità.

  5. Dio tiene in mano sua il cuore delle creature e l'orienta come vuole.

  6. Nei brevi istanti che ci resta­no, non perdiamo il nostro tempo: sal­viamo le anime!

  7. Facciamo della nostra vita un continuo sacrificio, un martirio d'amore, per consolare Gesù. Egli non vuole che uno sguardo, un sospiro, ma uno sguardo e un sospiro che siano per lui solo!
    Che tutte le creature ci sfiorino appena.

  8. Desidero essere dimenticata, e non soltanto dalle creature, ma anche da me stessa. Vorrei essere ridotta a nul­la fino al punto da non avere più alcun desiderio. La gloria del mio Gesù, ecco tutto! Per la mia, l'abbandono a lui, e se pare che mi dimentichi, non impor­ta. È libero di farlo, perché non ap­partengo più a me stessa, ma a lui. Si stancherà prima lui di farmi aspettare, che io di aspettare.

  9. Quanto fa bene all'anima la­vorare per Gesù solo, esclusivamente per lui! Oh! come è soddisfatto allora il cuore, come ci si sente leggeri!

  10. Non conosco altro mezzo per giungere alla perfezione fuorché l'amore. Amare! E per questo che è fatto il no­stro cuore. Qualche volta cerco un'al­tra parola per esprimere l'amore, ma in questa terra di esilio le parole sono im­potenti a rendere tutte le vibrazioni del­l'anima. Cosi è giocoforza attenersi a quest'unica parola: amare!
  1. La speranza della patria m'in­fonde coraggio: presto saremo in cielo. Allora non ci sarà più né giorno né not­te, ma il volto di Gesù farà regnare una luce senza uguale.

  2. Facciamo nel nostro cuore un piccolo tabernacolo dove Gesù possa rifu­giarsi. Allora sarà consolato e dimenti­cherà ciò che noi non possiamo dimenti­care: l'ingratitudine delle anime che l'abbandonano in uri tabernacolo deserto.

  3. Poiché Gesù è stato solo a spremere il vino(Cfr. Is 63,3) che ci offre da bere, non ci rifiuti amo a nostra volta di portare delle vesti tinte di sangue. Spremiamo per Gesù un vino nuovo che lo disseti, che gli renda amore per amore. Ah! non perdiamo una sola goccia del vino che possiamo dargli! Allora, guardando in­torno a sé (Cfr. Is 63,5) vedrà che noi veniamo per aiutarlo.

  4. Il tempo non è che un mirag­gio, un sogno. Già fin d'ora Dio ci vede nella gloria e gioisce della nostra bea­titudine eterna.

  5. Mi sembra che l'amore possa supplire ad una lunga vita. Gesù non guarda al tempo, che in cielo non esiste più. Non guarda che all'amore.

  6. Preghiamo per i sacerdoti! ogni giorno ci si accorge quanto siano ra­ri gli amici di Gesù. Mi sembra che sia questo ciò che lo ferisce più profon­damente: l'ingratitudine, soprattutto il vedere anime a lui consacrate dare ad al­tri quel cuore che gli appartiene in maniera assoluta. 
  1. Se Gesù non ha fatto di te un angelo del cielo, è perché vuole che tu sia un angelo della terra. Si, Gesù vuole avere la sua corte celeste quaggiù come lassù! Vuole degli angeli martiri, vuole degli angeli apostoli.

  2. Che grazia essere vergine, es­sere la sposa di Gesù! Ed è questa grazia che ci accorda Gesù. Vuole che sia­mo sue spose e poi, secondo la sua pro­messa, anche sua madre e sue sorelle, per­ché dice nel Vangelo: Chi fa la vo­lontà del Padre mio, quello è mia madre, mio fratello e mia sorella. (Cfr. Mt 12,50) Si, colui che ama Gesù è tutta la sua famiglia, e trova in questo cuore unico, che non ha l'uguale, tutto ciò che desidera. Vi tro­va il suo cielo.

  3. Che mistero! Gesù non è l'onnipotente? Le creature non sono forse di colui che le ha fatte? Perché dunque Gesù dice: Domandate al Padrone della messe di mandare operai? (Cfr. Mt 9, 37-38) Perché? Ah! l'unica ragione è che Gesù ha per noi un amore così incom­prensibile che vuol farci partecipare insie­me con lui alla salvezza delle anime. Non vuol fare nulla senza di noi. Il Creatore dell'universo aspetta la preghiera di una povera piccola anima per salvare altre anime riscattate come lei a prezzo di tutto il suo sangue.

  4. La paura mi fa indietreggiare, con l'amore non soltanto vado avanti, ma volo.

  5. Quale gioia pensare che il Dio è giusto, cioè che tiene conto nostre debolezze, che conosce perfettamente la fragilità della nostra na­tura.

  6. Com'è dolce la via dell'amore! Senza dubbio si può cadere, si può commettere delle infedeltà, ma l'amore, sa­pendo trarre profitto di tutto, consuma ra­pidamente tutto quello che può dispiace­re a Gesù, lasciando soltanto una umile profonda pace in fondo al cuore.

  7. Non desidero più la sofferen­za, né la morte, eppure le amo tutte due, ma è l'amore solo che mi attira.

  8. Soprattutto il Vangelo mi occu­pa durante l'orazione: in esso trovo tutto il necessario per la mia povera anima. Scopro sempre in esso luci nuove, significati nascosti e misteriosi.

  9. La nostra vocazione non è quella di andare a mietere nei campi di grano maturo; Gesù non dice: Ab­bassate gli occhi, guardate i campi e an­date a mietere; la nostra missione è ancora più sublime. Ecco le parole di Gesù: “Alzate gli occhi e guardate.." (Cfr. Gv 4,35) Guardate come nel cielo vi sono dei posti vuoti; spetta a voi riempirli. Voi siete i miei Mosé in preghiera sulla mon­tagna; domandatemi operai ed io ve ne manderò. Non aspetto che una preghiera, un sospiro del vostro cuore.

  10. Per appartenere a Gesù, biso­gna essere piccoli, piccoli come una goccia di rugiada. Oh come sono poche le ani­me che aspirano ad essere piccole cosi!

  11. Il nostro Diletto non ha bi­sogno dei nostri pensieri originali, delle opere nostre strepitose; se vuole pen­sieri sublimi, non ci sono i suoi angeli, le sue legioni di spiriti celesti, la cui scienza sorpassa infinitamente quella dei più grandi geni della nostra misera terra?

  12. L'apostolato della preghiera non è forse, per così dire, più elevato che quello della parola? La nostra missio­ne, come carmelitane, è di formare degli operai evangelici che salveranno milioni di anime delle quali noi saremo le madri.

  13. Mi voglio dedicare a far sem­pre, col più grande abbandono, la volon­tà del Signore.

  14. Soltanto l'amore può renderci graditi al Signore.

  15. Ah, se tutte le anime deboli e imperfette sentissero ciò che sente la più piccola fra loro, Teresa, non una di­spererebbe d'arrivare alla vetta della mon­tagna d'amore, poiché Gesù non chiede grandi azioni, bensì soltanto l'abbandono e la riconoscenza.

  16. Molti servono Gesù quando li consola, ma pochi sono disposti a tener compagnia a Gesù che dorme (Cfr. Mt 8,24) in mezzo ai marosi o che soffre nell'orto dell'ago­nia. Chi dunque vorrà servire Gesù per Gesù solo?

  17. Come dev'essere grande un'a­nima per contenere un Dio! E tuttavia l'anima del bambino di un giorno è per lui un paradiso di delizie. Che sarà al­lora delle nostre che hanno lottato, soffer­to per rapire il cuore del loro Diletto?
  1. Come è bella la nostra religione! Invece d'inaridire i cuori (come crede il mondo), li sublima e li rende ca­paci d'amare, d'amare d'un amore quasi infinito, perché deve continuare dopo que­sta vita mortale, che ci è data unicamen­te per conquistare la patria dei cieli, do­ve ritroveremo le persone care che avremo amate sulla terra.

  2. Spesso il Signore non vuole che la nostra volontà. Egli domanda tutto e se gli rifiutiamo la minima cosa, ci ama troppo per cedere al nostro vo­lere. Ma quando la nostra volontà si conforma alla sua e vede che è lui solo che cerchiamo, allora si comporta con noi come si comportò un tempo con Abramo.

  3. Le croci esteriori, che sono mai? Il vero, autentico martirio è il mar­tirio del cuore, la sofferenza intima dell'a­nima.

  4. La strada che percorriamo è molto diversa, ma la meta è la stessa. Non dobbiamo avere tutt'e due che un so­lo obiettivo: farci sante nella vita che il buon Dio ci ha tracciato.

  5. I cristiani più perfetti, i sa­cerdoti, trovano che siamo esagerate, che dovremmo servire con Marta, invece di consacrare a Gesù i vasi delle nostre vite con i profumi che vi sono racchiusi. E tuttavia, che importa se i nostri vasi si spezzano, dal momento che Gesù è conso­lato e il mondo è costretto a sentire, suo malgrado, i profumi che esalano e servo­no a purificare l'aria avvelenata che non cessa di respirare.

  6. Il solo delitto rimproverato a Gesù da Erode fu quello di essere pazzo ... e io la penso come lui! Sì, era una fol­lia cercare quelle povere cose che sono i cuori dei mortali e farsene il proprio tro­no, lui, il re della gloria, che è assiso al di sopra dei cherubini! Lui, la cui pre­senza non può essere contenuta nei cieli. Era pazzo il nostro Diletto a venir sulla terra a cercare dei peccatori per farne i suoi amici, i suoi intimi, i suoi simili, lui che era perfettamente felice con le altre adorabili due Persone della Trinità!
    Noi non potremo mai fare per lui le paz­zie che egli ha fotto per noi, e le nostre azioni non meritano questo appellativo, perché sono degli atti quanto mai raziona­li e immensamente al di sotto di ciò che il nostro amore vorrebbe compiere. E dunque il mondo che è insensato, per- , ché ignora quello che Gesù ha fatto per salvarlo, è lui l'accaparratore che seduce le anime e le mena alle fontane senz'ac­qua. (Cfr. Ger 2,13)

  7. Oh Gesù, lasciami dire, nel­l'eccesso della mia riconoscenza, lasciami dire che il tuo amore arriva fino alla fol­lia. Come vuoi che, dinanzi a questa follia, il mio cuore non si slanci verso te? Come potrebbe aver limiti la mia fiducia?

  8. Essere tua sposa, Gesù, esse­re carmelitana, essere, per la unione Con te, madre delle anime, tutto questo do­vrebbe bastarmi. Ma non è così…sento in me altre vocazioni: sento la vocazione del guerriero, del sacerdote, dell'apostolo, del dottore, del martire.

  9. Il fuoco dell'amore è più santificante di quello del purgatorio.

  10. Sento la vocazione del sacer­dote. Con quale amore, Gesù, ti porterei nelle mie mani quando, alla mia voce, discenderesti dal cielo! Con quale amore ti darei alle anime! Ma, pur desiderando di essere sacerdote, ammiro e invidio l'umiltà di san Francesco d'Assisi e sento la vocazione d'imitarlo, rifiutando la dignità sublime del sacerdozio.

  11. Vorrei percorrere la terra, pre­dicare il tuo nome, o Gesù, e piantare sul suolo infedele la tua croce gloriosa, ma una sola missione non mi basterebbe, vorrei al tempo stesso annunciare il V angelo nel­le cinque parti del mondo e fino nelle isole più remote.
  1. Com'è dolce pensare che vo­ghiamo verso l'eterne rive! Questo pen­siero della brevità della vita m'infonde coraggio, mi aiuta a sopportare le fatiche del cammino.

  2. Dio ti trova degna di soffrire per suo amore ed è questa la più grande prova di tenerezza che ti possa dare, poi­ché è la sofferenza che ci rende simili a lui.

  3. Non ho altri mezzi per pro­varti il mio amore, Gesù, se non gettar fiori, cioè non lasciar sfuggire alcun pic­colo sacrificio, alcuna premura, alcuna pa­rola, e profittare di tutte le piccole cose, e farlo per amore. Voglio soffrire per amo­re e perfino gioire per amore, così get­terò fiori davanti al tuo trono.

  4. Considerando il corpo mistico della Chiesa, non mi ero riconosciuta in alcuno dei membri descritti da san Paolo, o piuttosto volevo riconoscermi in tutti. La carità mi dette la chiave della mia vo­cazione. Capii che, se la Chiesa ha un corpo
    composto da diverse membra, l'or­gano più necessario, più nobile di tutti non le manca, capii che la Chiesa ha un cuore e che questo cuore arde d'amore. Capii che l'amore solo fa agire le mem­bra della Chiesa, che, se l'amore si spe­gnesse, gli apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue. Capii che l'amo­re racchiude tutte le vocazioni, che l'amo­re è tutto, che abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi, in una parola che è eterno.

  5. Gesù mio, ti amo, amo la Chiesa mia madre, mi ricordo che “il mi­nimo moto di amor puro le è più utile le altre opere riunite insieme” (Cfr. S. Giovanni della Croce, Cantico, str. 29)

  6. Gesù, Gesù, se è tanto deli­zioso il desiderio di amarti, che sarà possederti, godere ­del tuo amore?

  7. Oh Gesù, perché non posso dire a tutte le piccole anime quanto inef­fabile è la tua condiscendenza? Sento che se, cosa impossibile, tu trovassi un'a­nima più debole, più piccola della mia, ti compiaceresti di colmarla con favori an­che più grandi, se si abbandonasse con fi­ducia completa alla tua misericordia infi­nita.

  8. Non ho che un desiderio: quello di fare la volontà di Dio.

  9. Nostro Signore vuol lasciare le pecorelle fedeli nel deserto. (Cfr. Mt 18,12) Come sono significative per me queste Parole! Egli è sicuro di loro ed esse non sarebbero più capaci di smarrirsi perché sono prigioniere dell'amore. Così Ge­sù toglie loro la sua presenza sensibile per elargire le sue consolazioni ai peccatori, o se anche le conduce sul Tabor, è solo per pochi istanti.

  10. I direttori di spirito portano avanti nella perfezione facendo fare un gran numero di atti di virtù, e hanno ra­gione; ma il mio direttore, che è Gesù, non m'insegna a contare gli atti, m'inse­gna a fare tutto per amore, a non rifiutar­gli niente, ad essere contenta quando mi dà un'occasione di mostrargli che lo amo, ma tutto questo nella pace, nell'abban­dono.

  11. Quando non sento nulla, quando sono incapace di pregare, di pra­ticare la virtù, è quello il momento di cercare delle piccole occasioni, dei nonnul­la che piacciono a Gesù più che l'impero del mondo, più del martirio sofferto eroicamente. Per esempio, un sorriso, una parola amabile quando avrei voglia solo di tacere o di avere un'aria annoiata.

  12. Dammi da bere: (Cfr. Gv 4,7) era l'a­more della sua povera creatura che il Crea­tore dell'universo reclamava. Aveva sete d'amore.

  13. Non tutte le anime possono somigliarsi, bisogna che ce ne siano di gruppi diversi per onorare in modo par­ticolare ciascuna perfezione del Signore.

  14. Vorrei essere missionaria non soltanto per qualche anno, ma vorrei esserlo stata fin dalla creazione del mondo ed esserlo fino alla consumazione dei secoli.

  15. La mia vocazione è l'amore!

  16. Quando non mi capita nessu­na occasione, voglio almeno dire tante vol­te a Gesù che l'amo. Non è una cosa difficile e serve a tener vivo il fuoco: anche nel caso mi sembrasse spento, que­sto fuoco d'amore, vi vorrei gettare qual­cosa lo stesso, e sono sicura che Gesù lo ravviverebbe subito.

  17. Gesù non vuole che troviamo nel riposo la sua presenza adorabile.
    Egli si nasconde, si avvolge di tenebre. Non è così che agiva nei confronti della folla dei Giudei, perché vediamo nel Van­gelo che il popolo era rapito quando egli parlava (Cfr. Lc 19,48). Gesù affascinava le anime de­boli con le sue parole divine. Cercava di renderle forti per il giorno della prova. Ma come fu piccolo il numero degli ami­ci di nostro Signore quando taceva (Cfr. Mt 26,63) da­vanti ai suoi giudici!

  18. Ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto, Dio mio, me l'a­vete dato voi! Nel cuore della Chiesa mia madre, io sarò l'amore. Cosi sarò tutto!

  19. E Gesù che vuole il nostro amore, che lo va mendicando. Si abban­dona, per cosi dire, alla nostra mercé. Non vuole prendere nulla senza che glielo diamo e la più piccola cosa è preziosa ai suoi occhi divini.

  20. Gesù, lo so bene, l'amore si paga soltanto con l'amore; perciò ho cer­cato, ho trovato sollievo rendendoti amo­re per amore. 
  1. Se Gesù avesse voluto mostrarsi a tutte le anime con ineffabili, senza dubbio non sola che l'avrebbe rifiutato. Ma egli non vuole che l'amiamo per i suoi doni. È lui stesso che deve essere la nostra ricompensa.

  2. La terra è il luogo del nostro esilio, e noi siamo delle viandanti che camminiamo verso la nostra patria. Che importa se la strada da noi seguita non è la stessa, dal momento che il cielo è la nostra unica meta e li saremo riunite per non lasciarci mai più?

  3. Gesù non incontra se non in­grati e indifferenti tra i discepoli del mon­do, e tra i suoi stessi discepoli trova pochi cuori i quali si abbandonino a lui senza riserve e capiscano la tenerezza del suo amore infinito.

  4. Le piccole croci costituiscono tutta la nostra gioia. Esse sono più frequenti delle grandi e preparano il cuo­re a ricevere queste quando tale è la vo­lontà del Maestro buono.

  5. Tutti i discorsi più belli dei più grandi santi sarebbero incapaci a far scaturire un solo atto d'amore da un cuo­re che Gesù non avesse in suo possesso. È lui soltanto che sa servirsi della sua lira e nessun altro può far vibrare le sue corde armoniose.
    Ma Gesù si serve di tutti i mezzi, le creature sono tutte al suo servizio ed egli ama utilizzarle duran­te la notte della vita allo scopo di na­scondere la sua presenza adorabile; tut­tavia non si nasconde a tal punto da non farsi intravedere.

  6. Non è Gesù stesso che ha tracciato il nostro cammino? Non è lui che c'illumina e si rivela alle nostre ani­me? Tutto ci porta a lui. I fiori che crescono ai margini della via non se­ducono i nostri cuori. Li ammiriamo, ci piacciono perché ci parlano di Gesù, della sua potenza, del suo amore, ma le nostre anime rimangono libere.

  7. Le creature sono dei gradini, degli strumenti, ma è la mano di Gesù che dirige tutto. Non bisogna vedere altro che lui in tutto.

  8. Le grate del Carmelo non so­no fatte per separare i cuori che si amano in Gesù; servono piuttosto a ren­dere più forti i vincoli che li uniscono.

  9. Gli apostoli senza nostro Si­gnore lavorarono tutta la notte e non pre­sero neppure un pesce, ma la loro fatica era accetta a Gesù. Voleva mostrare loro che lui soltanto ci può dare qualcosa. Voleva che li apostoli si umiliassero. Figlioli, dice loro, avete nulla da mangiare? (Cfr. Gv 21,5) Signore, rispose san Pie­tro, abbiamo pescato tutta la notte senza prendere nulla (Cfr. Lc 5,5) . Forse, se avessero preso qualche pesciolino, Gesù non avreb­be fatto il miracolo, ma non avevano nul­la, e così Gesù riempì subito la loro rete in modo da farla quasi rompere. Ecco qual’è il carattere di Gesù: dona da Dio, ma vuole l'umiltà del cuore.

  10. Nella vita religiosa è tutto co­sì grande! Raccattare una spilla per amore può convertire un'anima. Che mistero! Ah, solo Gesù può dare un tale valore alle nostre azioni. Amiamo­lo, dunque, con tutte le nostre forze!

  11. Custodire la parola di Gesù, ecco l'unica condizione della nostra felici­tà, la prova del nostro amore per lui. Ma che cos'è mai questa parola? Mi sembra che la parola di Gesù sia lui stes­so, lui Gesù, il Verbo, la Parola di Dico. (Cfr. Gv 1,1) 
  1. Quale felicità pensare che il buon Dio, la Trinità tutta intera ci guar­da, è in noi, e si compiace a rimirarci!

  2. Lavorare alla salvezza delle anime... È per questo scopo che mi sono fatta carmelitana, e non potendo esse­re missionaria d'azione, ho voluto essere missionaria d'amore e di penitenza come santa Teresa, mia serafica Madre.

  3. Se fosse necessario fare delle grandi cose, come saremmo da compian­gere! Invece, siamo immensamente for­tunate, perché Gesù si lascia cattivare dalle più piccole.

  4. Come sono diverse le vie per le quali il Signore conduce le anime! Nella vita dei Santi vediamo che ce ne sono molti i quali non hanno voluto la­sciare niente di loro dopo la morte, non il minimo ricordo, né il più piccolo scrit­to. Ce ne sono altri invece, come san­ta Teresa, i quali hanno arricchito 1a Chie­sa con le loro rivelazioni sublimi, non temendo di rendere noti i segreti del Re, (Cfr. Tob 12,7) affinché egli sia più conosciuto e più ama­to dalle anime. Quale di questi due ge­neri di Santi piace più al Signore? Mi sembra che gli siano ugualmente graditi, poiché tutti hanno seguito l'impulso del!° Spirito Santo, e il Signore ha detto: Di­te al giusto che tutto è bene. (Cfr. Is 3, 10)

  5. Tutto è bene, quando si cerca soltanto la volontà di Gesù.

  6. E così dolce aiutare Gesù per mezzo dei nostri tenui sacrifici, aiutarlo a salvare le anime che ha riscattato a prezzo del suo sangue e che aspettano solo il nostro aiuto per non precipitare nell'abisso.

  7. Dove trovare il vero povero di spirito? Bisogna cercarlo molto lon­tano, dice il salmista. (Cfr. Imitazione di Cristo 1. 2,c. 11,3) . Non dice che bi­sogna cercarlo in mezzo alle anime gran­di, ma molto lontano, cioè nella bassezza, nel nulla. Ah! restiamo il più lonta­no possibile da tutto ciò che brilla, amia­mo la nostra piccolezza, desideriamo di non sentire nulla. Allora saremo po­vere di spirito e Gesù verrà a cercarci, per quanto lontane ci troviamo, e ci tra­sformerà in fiamme d'amore.

  8. Quando Gesù chiama un'ani­ma a dirigere, a salvare una moltitudine di altre anime, è necessario che le faccia sperimentare le tentazioni e le prove del­la vita.

  9. Una carmelitana che non fosse apostolo, s'allontanerebbe dallo scopo del­la sua vocazione e cesserebbe di essere figlia della serafica santa Teresa che de­siderava dare mille vite per salvare un'anima ­sola.

  10. Più che mai comprendo che i più piccoli avvenimenti della nostra vita sono diretti da Dio. È lui che ci fa desi­derare e che adempie i nostri desideri.

  11. È assai consolante pensare che Gesù, il Dio forte, ha conosciuto le no­stre debolezze, che ha tremato alla vista del calice amaro, quel calice che prima aveva desiderato cosi ardentemente di bere.

  12. Lavoriamo insieme alla sal­vezza delle anime! Non abbiamo che un giorno; l'unico giorno di questa vita per salvarle e dare cosi al Signore la prova del nostro amore.

  13. La sola cosa che desidero è di volontà di Dio e confesso che se in cielo non potessi più lavorare per la sua gloria, preferirei l’esilio alla patria.

  14. La gioia, che i mondani cer­cano ansiosamente in mezzo ai piaceri, non è altro che un'ombra fugace, mentre la nostra gioia, cercata e gustata tra le fatiche e le sofferenze, è una dolcissima realtà, un pregustamento della felicità del cielo.

  15. È un inconveniente vero e proprio essere composti di un corpo e di un'anima! Questo miserabile frate asino, come lo chiamava san Francesco di Assisi, è spesso d'impaccio alla sua nobile sorella e le impedisce di lanciarsi là dove essa vorrebbe... In fin dei conti, no­nostante i suoi difetti, non mi sento di maledirlo. È pur sempre utile a qualche cosa, perché fa guadagnare il cielo alla sua compagna e lo guadagna anche per sé.

  16. Il martirio più doloroso, più ricco d'amore, è il nostro, perché Gesù solo lo vede. Non sarà mai rivelato alle creature sulla terra, ma quando l'Agnello aprirà il libro della vita, che stupore per la corte celeste sentire proclamare, insie­me con quello dei missionari e dei mar­tiri, il nome di povere bambinette che non avranno mai compiuto azioni strepi­tose!

  17. Quando cominciai ad impara­re la storia della Francia, il racconto delle imprese di santa Giovanna d'Arco mi riempiva d'entusiasmo; sentivo nel mio cuore il desiderio e il coraggio d'imitar­la; mi sembrava che il Signore mi de­stinasse, come lei, a grandi cose. Non m'ingannavo, ma, invece di udire le « Vo­ci del cielo » invitanti al combattimento, sentii nel profondo dell'anima una voce più dolce e più forte ancora, la voce del­lo Sposo delle vergini che mi chiamava ad altre imprese, a conquiste più gloriose e nella solitudine del Carmelo ho compre­so che la mia missione non è quella di far incoronare un re mortale, ma di far amare il Re del cielo, di assoggettargli il regno dei cuori.

  18. Domandi a Gesù che faccia sempre la sua volontà. Per questo so­no pronta a percorrere il mondo intero, e sono disposta anche a morire.

  19. Dio vuole affermare il suo re­gno sulle anime tramite la persecuzione e la sofferenza, più che attraverso brillan­ti predicazioni.

  20. Quale gioia pensare che la Vergine Immacolata è nostra madre! Dal momento che ella ci ama e conosce la no­stra debolezza, che cosa abbiamo da te­mere?

  21. Qualche volta, quando leggo certi trattati spirituali nei quali la perfe­zione viene rappresentata attraverso tante intricate difficoltà, il mio povero piccolo spirito non tarda a stancarsi. Chiudo il libro dei sapienti che manda in pezzi la mia testa e dissecca il mio cuore, e prendo in mano la sacra Scrittura. Al­lora tutto mi diventa luminoso, una sola parola dischiude alla mia anima orizzonti infiniti e la perfezione mi sembra facile: vedo che basta riconoscere il proprio nul­la e abbandonarsi come un bambino nel­le braccia del buon Dio.

  22. So che è necessario essere tan­to puri per comparire davanti al Dio di ogni santità, ma so pure che il Signore è infinitamente giusto, e proprio questa giu­stizia, che spaventa un gran numero di anime, costituisce il motivo della mia gioia e della mia fiducia. Essere giusto non vuol dire soltanto esercitare la seve­rità nel punire i colpevoli, vuol dire an­che riconoscere le rette intenzioni e ri­compensare la virtù. Ho tanta speranza nella giustizia del buon Dio, quanta nel­la sua misericordia.

  23. La mia vita è tutta di confi­denza e d'amore, e non capisco le anime che hanno paura di un così tenero Amico.

  24. Pur non avendo il godimento della fede, mi sforzo tuttavia di compier­ne le opere.

  25. II buon Dio non può ispira­re desideri inattuabili, perciò posso, nono­stante la mia piccolezza, aspirare alla san­tità.

  26. Più la sofferenza è intima, più è nascosta agli occhi delle creature, tanto più vi rallegra, oh Dio mio!

  27. Come un torrente che si getta impetuoso nell'oceano e travolge dietro di sé tutto ciò che ha trovato sul suo pas­saggio, così, Gesù mio, l'anima che si sprofonda nell'oceano del tuo amore, at­tira con sé tutti i tesori che possiede.

  28. Talvolta ci sorprendiamo a desiderare ciò che attira per il suo splen­dore. In quei momenti, mettiamoci su­bito con umiltà tra la folla degl'imperfetti e stimiamoci delle piccole anime bisogno­se ad ogni istante di essere sostenute dal buon Dio. Appena egli ci vede con­vinte del nostro nulla, ci tende la mano.

  29. È vero, è vero che il Signore sceglie i piccoli per confondere i grandi di questo mondo. Io non faccio assegnamento sulle mie proprie forze, ma sul­la forza di colui che sulla croce ha vinto le potenze dell'inferno.

  30. Essere con voi, essere in voi: ecco l'unico mio desiderio, o Signore!

  31. O mio amato Gesù, come mi apparite mite ed umile di cuore sotto il velo dell'ostia candida. Non potete ab­bassarvi maggiormente per insegnarmi la umiltà.

  32. Anime, Signore, abbiamo bi­sogno di anime! specialmente di ani­me di apostoli e di martiri, affinché, per loro mezzo, possiamo infiammare del vo­stro amore la moltitudine dei poveri pec­catori.

  33. Come sono felice di morire! Sì, sono felice, non perché sarò libera dal­le sofferenze la sofferenza, anzi, mi sembra l'unica cosa desiderabile in que­sta valle di lacrime ma perché sento bene che tale è la volontà del buon Dio.

  34. Non conto sulla malattia che mi conduce con troppa lentezza. Non conto che sull'amore, ormai. Chieda al Signore che tutte le preghiere fatte per me servano ad aumentare il fuoco che mi deve consumare.

  35. Al momento di comparire di­nanzi a Dio, comprendo più che mai che una cosa sola è necessaria, quella di la­vorare unicamente per lui e non fare nul­la per sé, né per le creature.

  36. Quando vedo Maddalena a­vanzarsi alla presenza dei numerosi invi­tati, bagnare delle sue lacrime i piedi del Maestro adorato che tocca per la prima volta, sento che il suo cuore ha compreso gli abissi d'amore e di misericordia del Cuore di Gesù, e che, per quanto pecca­trice ella sia, quel Cuore traboccante d'a­more è non solamente disposto a perdo­narla, ma anche a prodigarle i tesori della sua intimità divina, ad elevarla fino ai più alti vertici della contemplazione.

  37. So che vi sono Santi i quali trascorsero la vita a praticare incredibili mortificazioni per espiare i loro peccati, ma vi sono molte dimore nella casa del Padre celeste (Cfr. Gv 14,2). L'ha detto Gesù ed è per questo che io seguo la via tracciatami da lui. Mi sforzo di non occuparmi più di me stessa in nessuna cosa, e tutto ciò che Gesù si degna di operare nella mia anima, lo abbandono a lui, perché non ho scelto una vita austera per espiare le mie colpe, ma quelle degli altri.

  38. Da quando è stato concesso anche a me di comprendere l'amore del Cuore di Gesù, confesso che l'amore ha cacciato dal mio cuore ogni timore. Il ricordo delle mie colpe mi umilia, mi porta a non appoggiarmi più sulla mia forza che è solo debolezza. Ma più an­cora questo ricordo mi parla di miseri­cordia e d'amore. Quando si gettano e proprie colpe, con fiducia tutta filiale, nel braciere divorante dell'amore, come potrebbero non essere consumate per sempre?

  39. All'anima che ama nulla sem­bra impossibile.

  40. Sono felice di morire perché sento che questa è la volontà di Dio e che, molto più d'ora, potrò essere utile al­le anime che mi son care.

  41. La croce m'ha seguita fin dal­la culla, ma questa croce Gesù me l'ha fatta amare con passione. M'ha sem­pre fatto desiderare quanto voleva darmi.

  42. Conto molto di non restare inattiva in cielo; il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime. È quello che domando al buon Dio e sono sicura che egli mi esaudirà. Forse che gli Angeli non si occupano con­tinuamente di noi senza cessare mai di contemplare il volto di Dio, di perdersi nell'oceano senza rive dell'amore? Per­ché Gesù non dovrebbe permettermi d'i­mitarli?

  43. Se lascio il campo di batta­glia, non lo faccio per il desiderio egoi­stico di riposarmi; il pensiero della beatitudine eterna fa appena trasalire il mio cuore. Da tanto tempo ormai la sofferenza è divenuta il mio cielo quaggiù e stento ad immaginare come potrò accli­matarmi in un paese dove la gioia regna senza mescolanza alcuna di tristezza. Bi. sognerà che Gesù trasformi la mia anima e le dia la capacità di godere, altrimenti non saprei sopportare le delizie eterne.

  44. E lo stesso per me vivere o morire. Non vedo bene cosa avrò di più dopo la morte di quanto possiedo già ora. Vedrò il buon Dio, ecco! Per­ché quanto a essere con lui, lo sono già del tutto anche sulla terra.

  45. Sono felice di andarmene pre­sto in cielo, ma quando penso a quelle parole del Signore: Io verrò presto e porterò con me la ricompensa da rendere ciascuno secondo le sue opere, (Cfr. Giob 13,15) mi di­co che sarà molto perplesso con me, per­ché opere io non ne ho... Non potrà dunque rendermi secondo le mie opere. Ebbene, ho fiducia che mi renderà secon­do le opere sue!

  46. Se, per impossibile, Dio stes­so non vedesse le mie buone azioni, non me ne affliggerei. Lo amo tanto che vorrei fargli piacere col mio amore e con i miei piccoli sacrifici anche senza che egli sapesse, che vengono da me. Sapen­dolo e vedendolo, sarebbe come obbligato a compensarmi. Non vorrei dargli que­sto disturbo!

  47. Vorrei tanto essere mandata al Carmelo di Hanoi e soffrire molto per il buon Dio; vorrei andarci, se guari­sco, per essere sola, per non avere conso­lazione, per non avere gioia sulla terra. Lo so bene che Dio non ha bisogno delle nostre opere e sono sicura che non sarei utile laggiù. Ma soffrirei e amerei. E questo che conta agli occhi suoi.

  48. Sono convinta che le medi­cine siano inutili per guarirmi, ma mi sono accordata con Dio misericordioso perché ne faccia profittare i poveri missionari: non hanno tempo né mezzi per curarsi. Io gli chiedo che tutte le cure prodigate a me, guariscano loro. 
  1. Mi hanno tanto ripetuto che ho coraggio, ed è così poco vero, che mi son detta: ma insomma, non si può far mentire la gente in questo modo! E mi son messa, con l'aiuto della grazia, a trovare il coraggio. Ho fatto come un guerriero che si sente fare i rallegramenti per il suo valore, sa di essere un vile, e finisce per vergognarsi dei complimenti, tanto che ne vuole diventare degno.

  2. Non ho paura affatto degli ultimi combattimenti, né della sofferenza della malattia, per quanto grandi siano. Dio mi ha aiutata e guidata per mano· fin dalla primissima infanzia, conto su lui. Sono sicura che mi soccorrerà fino in fon­do. Potrò ben soffrire fino all'ultimo limite, ma non mai troppo: ne sono certa.

  3. L'ascensore che deve innalzar­mi fino al cielo sono le vostre braccia, Gesù! Per questo non ho bisogno di crescere, al contrario bisogna che resti piccola, che lo divenga sempre più.

  4. Dandosi a Dio, il cuore non perde la sua tenerezza naturale, anzi, que­sta tenerezza cresce divenendo più pura e più divina.

  5. La carità perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri, non stupirsi delle loro debolezze, edificarsi dei mi­nimi atti di virtù che essi praticano, ma soprattutto la carità non deve restare af­fatto chiusa nel fondo del cuore. Nessuno ha detto Gesù accende una fiaccola per metterla sotto il moggio, ma la mette sul candeliere affinché rischiari tutti coloro che sono in casa (Cfr. Mt 5,15) Mi pa­re che questa fiaccola rappresenti la cari­tà, la quale deve illuminare, rallegrare, non soltanto coloro che mi sono più cari, ma tutti coloro che sono nella casa, senza eccettuar nessuno.

  6. La sofferenza diviene la gioia più grande allorché la si ricerca come il tesoro più prezioso.

  7. Più sono unita a Gesù, più amo anche tutte le mie sorelle.

  8. Credo sia meglio non esporsi alla battaglia quando la sconfitta è sicura.

  9. Quale pace inonda l'anima quando s'innalza al di sopra dei sentimenti della natura! Non esiste gioia para­gonabile a quella che gusta il vero povero di spirito.

  10. Quando non si guarda la bus­sola infallibile ( della volontà dei superio­ri), quando ci si allontana dalla via che essa indica e si fa ciò col pretesto di far la volontà di Dio, come se egli non gui­dasse chiaramente coloro che pur tengono il suo posto, subito l'anima si smarrisce nei sentieri aridi ove l'acqua della grazia le viene a mancare.

  11. Non basta dare a chiunque mi chieda qualche cosa, (Cfr. Lc 6,30) bisogna che io va­da incontro ai desideri, che mi mostri molto grata ed onorata di rendermi utile, e se prendono una cosa a mio uso, non debbo mostrare di rimpiangerla, ma al contrario sembrar felice di esserne sbaraz­zata.

  12. Quando la carità ha gettato radici profonde nell'anima, si mostra anche all'esterno. C'è un modo così garbato di rifiutare quello che non si può fare, che il rifiuto fa piacere quanto il dono.

  13. Dio si è sempre servito delle sue creature come d'istrumenti per com­piere l'opera sua nelle anime.

  14. Oh gl'insegnamenti di Gesù sono contrari ai sentimenti della natura! Senza il soccorso della sua grazia sarebbe impossibile non solamente metterli in pratica, bensì anche capirli. 
  1. Alle anime semplici non oc­corrono mezzi complicati. Un'anima infiammata d'amore non sa rimanere inattiva.

  2. Non disprezzo i pensieri pro­fondi che nutrono l'anima e l'uniscono a Dio, ma da lungo tempo ho capito che non bisogna appoggiarsi ad essi e far consistere la perfezione nel ricevere molte luci. I pensieri più belli sono un nulla senza le opere.

  3. L'amore si nutrisce di sacrifici: più l'anima si priva di soddisfazioni naturali, più la sua tenerezza diven­ta forte e disinteressata.

  4. Da lontano pare tutto rosa far del bene alle anime, far loro amare Dio più e meglio, insomma, modellarle se­condo le nostre vedute e secondo i nostri pensieri personali. Da vicino è tutto il contrario, la tinta rosa scompare, si sente che far del bene è tanto impossibile senza il soccorso del Signore, quanto far brillare il sole in piena notte.

  5. Vedo con gioia che, amando Iddio, il cuore si dilata e può dare incom­parabilmente più tenerezza ai suoi cari che se fosse concentrato in un amore e­goista e infruttuoso.

  6. Bisogna assolutamente dimen­ticare i propri gusti, i nostri concetti per­sonali, e guidare le anime sul sentiero che Gesù ha tracciato loro, senza tentare di farle camminare sulla nostra via.

  7. Il Signore mi ha concesso la grazia di non farmi temere la guerra, deb­bo fare il mio dovere a qualunque costo.

  8. Preghiera e sacrificio formano tutta la mia forza, sono le armi invinci­bili che Gesù mi ha date, toccano le ani­me ben più che i discorsi, ne ho fatto esperienza spesso.

  9. Come è grande la potenza del­la preghiera! La si direbbe una regina la quale abbia ad ogni istante libero adito presso il re e possa ottenere tutto ciò che chiede.

  10. La sola cosa che non sia in­vidiata è l'ultimo posto; non c'è che que­st'ultimo posto che non sia vanità e afflizione di spirito.

  11. Umiliarsi, sopportare con dol­cezza le proprie imperfezioni: ecco la vera santità.

  12. Per me la preghiera è uno slancio del cuore, un semplice sguardo gettato verso il cielo, è un grido di gra­titudine e d'amore nella prova come nella gioia, insomma è qualche cosa di grande, di soprannaturale, che mi dilata l'anima e mi unisce a Gesù.

  13. Amo molto le preghiere in comune, perché Gesù ha promesso di trov­arsi in mezzo a coloro che si riuniscono nel suo nome; (Cfr. Mt 18,20) sento allora che il fervore delle mie sorelle supplisce al mio.

  14. Qualche volta, se il mio spi­rito è in un'aridità così grande che mi è impossibile trarne un pensiero per unir­mi al buon Dio, recito molto lentamente un Padre nostro e poi il saluto angelico; allora queste preghiere mi rapiscono, nu­trono l'anima mia ben più che se le avessi recitate precipitosamente un centinaio di volte.

  15. Debbo ricercare la compagnia delle sorelle che mi sono meno gradevoli, fare presso di queste anime ferite l'ufficio del buon samaritano. Una parola, un sorriso amabile, bastano spesso perché una anima triste si espanda.

  16. Il tuo amore, mio Dio, mi ha prevenuta fin dall'infanzia, è cresciuto con me, ed ora è un abisso del quale non posso scandagliare la profondità.

  17. Anche se avessi sulla coscien­za tutti i peccati che si possono com­mettere, andrei, col cuore spezzato dal pentimento, a gettarmi tra le braccia di Gesù, poiché so quanto egli ami il figliol prodigo che ritorna a lui.

  18. Voglio esser figlia della Chie­sa com'era santa Teresa e pregare secondo le intenzioni del Santo Padre, sapendo che queste intenzioni abbracciano l'uni­verso.

  19. Non desidero di morire più che di vivere, cioè, se dovessi scegliere, preferirei morire, ma poiché è Dio che sceglie per me, io preferisco ciò che vuole lui. Amo quello che fa.

  20. Non si creda che, se guarisco, que­sto mi faccia deviare, e distrugga i miei piani. Niente affatto! L'età è nulla agli occhi di Dio, e farò in modo da re­stare bambina piccola anche se dovessi vivere a lungo, a lungo.

  21. lo vedo sempre il lato buono delle cose. Alcuni prendono tutto in modo da affliggersi più che sia possibile. Per me è il contrario. Se ho la sof­ferenza schietta, se il cielo è talmente ne­ro che io non vedo schiarite, ebbene fac­cio di questo la mia gioia.

  22. Chiedere alla Vergine Santa non è la stessa cosa che chiedere al Si­gnore. Lei lo sa bene cosa deve fare dei miei piccoli desideri, se li deve dire oppure no: insomma sta a lei vedere di non forzare il buon Dio ad esaudirmi, per lasciar fare a lui in tutto e per tutto la sua volontà.

  23. Non so se andrò in purgato­rio, non me ne angustio affatto; ma se ci vado, non rimpiangerò mai di on avere fatto nulla per evitarlo, non mi pen­tirò mai d'aver lavorato soltanto per sal­vare le anime. Come sono stata felice sapendo che santa Teresa la pensava cosi!

  24. Non vi affliggete se io sof­frirò molto e · se non vedrete in me nes­sun segno di felicità nel momento della morte. Nostro Signore è ben vittima d'amore, e voi sapete quale è stata la sua agonia!

  25. È detto nel Vangelo che il Signore verrà come un ladro (Cfr. Mt 24, 43-44) Verrà presto a rubarmi. Come vorrei aiutare il ladro!

  26. Delusioni non ne ho, perché sono contenta di tutto quello che fa il buon Dio, e desidero soltanto la sua vo­lontà.

  27. Tutto, al di fuori di Dio, tut­to è vanità.

  28. Anche se avessi compiuto tut­te le opere di san Paolo, mi crederei ancora servo inutile, e mi parrebbe di aver le mani vuote; ma è proprio questo che fa la mia gioia, perché, non avendo nulla, riceverò tutto da Dio.

  29. Lo confesso francamente: morir d'amore, come nostro Signore è morto d'amore sulla croce, mi sembra ciò che io sto provando.

  30. Nostro Signore, nel giardino degli Olivi, godeva tutte le delizie della Trinità, eppure la sua agonia non fu me­no crudele. È un mistero, ma ne capisco qualcosa per quello che provo io stessa. 
  1. Queste parole: Se anche Dio mi uccidesse, io spererei in lui (Cfr. Giob 13,15) , mi hanno rapita fin da bambina. Però ho passato tanto tempo prima di stabilirmi a questo grado di abbandono. Ora ci sono! Dio misericordioso mi ha pre­so tra le braccia e mi ha posta là.

  2. È soltanto con la preghiera e col sacrificio che possiamo essere utili al­la Chiesa.

  3. I bambini non si dannano!

  4. Se l'anima mia non fosse col­ma di abbandono alla volontà di Dio, se fosse necessario lasciarsi sommergere dai sentimenti di gioia o di tristezza che si susseguono così rapidi sulla terra, sarebbe un'onda di dolore tanto amaro! Ma queste alternative toccano soltanto la superficie dell'anima mia. Eppure, sono prove grandi!

  5. Se avessi commesso tutti 1 crimini possibili, avrei sempre la stessa fiducia, sentirei che questa moltitudine di offese sarebbe come una goccia d'acqua gettata in un braciere ardente.

  6. Non mi resta nulla nelle mani. Tutto quello che ho, tutto quello che guadagno, è per la Chiesa e per le anime. Se vivessi fino a ottant'anni, sarei sempre così povera!

  7. Bisognerà che il Signore fac­cia tutte le mie volontà in cielo, perché io non ho fatto mai la volontà mia sulla terra.

  8. Io non dico: se è duro vivere nel Carmelo, è dolce morirvi; ma se è dolce vivere nel Carmelo, è più dolce morirvi.

  9. Il Signore mi ha sempre fatto desiderare ciò che voleva darmi.

  10. Non posso pensar molto alla felicità che mi attende in cielo. Un'at­tesa sola mi fa battere il cuore: è l'amore che riceverò e quello che vorrei dare. Penso a tutto il bene che vorrei fare dopo la morte: far battezzare i bambini, aiutare i sacerdoti, i missionari, tutta la Chiesa.

  11. Se fossi stata ricca, mi sareb­be stato impossibile vedere un povero af­famato senza dargli subito una parte del mio. Così, via via che guadagno qual­che tesoro spirituale, sentendo che nel mo­mento stesso ci sono anime in pericolo di cadere nell'inferno, dò loro ciò che pos­siedo, e non ho ancora trovato un mo­mento per dirmi: ora, lavoro per me.

  12. Sempre mi è piaciuto ciò che il buon Dio mi ha dato, anche le cose che mi parevano meno buone e meno belle di quelle che avevano gli altri.

  13. II cuore mio è pieno della vo­lontà di Dio; se versano qualcosa in esso, questo non penetra, è un nulla che scivola facilmente .come l'olio che non si mescola con l'acqua. Resto sempre, nell'intimo, in una pace profonda che nulla può turbare.

  14. Quante volte ho pensato che io potrei essere debitrice di tutte le grazie ricevute alle preghiere di un'anima che può avermi chiesta a Dio, e che io cono­scerò soltanto in cielo!

  15. In cielo non s'incontreranno mai sguardi indifferenti, perché tutti gli eletti si riconosceranno debitori recipro­camente di tutte le grazie che hanno val­so loro la corona. 
  1. Sento che la mia missione sta per incominciare: la mia missione di far amare il Signore come io l'amo, e dare alle anime la mia piccola via. Se Dio misericordioso esaudisce i miei desideri, il mio paradiso trascorrerà sulla terra fino alla fine del mondo. Si, vo­glio passare il mio cielo a fare del bene sulla terra. Ciò non è impossibile: nel seno stesso della visione beatifica gli Angeli vegliano su di noi.

  2. (Voglio insegnare alle anime) la via dell'infanzia spirituale, il cammino della fiducia e dell'abbandono totale. Voglio insegnar loro i piccoli mezzi che sono riusciti tanto bene a me, dir loro che c'è una sola cosa da fare quaggiù: gettare a Gesù i fiori dei piccoli sacrifici, prenderlo con le carezze.

  3. Quando l'Angelo avrà detto: « Il tempo non è più! » allora mi ripo­serò, potrò gioire perché il numero degli letti sarà completo e tutti saranno ent­rati nella gioia e nel riposo.

  4. Prego spesso i Santi senza es­sere esaudita; ma più sembrano sordi alla mia voce, più li amo.

  5. Per me, non ho lumi se non per vedere il mio piccolo nulla, ma que­sto mi fa più bene che lumi sulla fede.

  6. II Signore mi dà coraggio in proporzione al patire. Sento che, per il momento, non potrei sopportare di più, ma non ho paura, perché se il dolore au­menterà, aumenterà il coraggio.

  7. Soffro molto, ma soffro bene? Questo è l'importante!

  8. Oh quanto bisogna pregare per gli agonizzanti! Se si sapesse!

  9. Fa tanto bene e dà tanta for­za non dire le proprie pene inutilmente.

  10. Se fossi morta a ottant'anni e fossi stata in diversi monasteri, carica di responsabilità, sarei morta, lo sento bene, piccola come oggi. Ed è scritto che al­la fine il Signore si alzerà per salvare tutti i miti e gli umili della terra (Cfr. Sal 75,10) Non dice 'giudicare', bensì 'salvare'.

  11. Che cos'è scrivere cose belle sulla sofferenza? È nulla, nulla! Bi­sogna esserci per sapere! ...

  12. Mi pare di aver cercato sem­pre la verità sola. Si, ho capito l'umil­tà del cuore.

  13. Tutto quello che ho scritto sui miei desideri di soffrire, oh! è ben vero I Non mi pento di essermi offer­ta all'Amore. 
  1. Vorrei dire un'infinità di co­se che mi appaiono in piena luce, ora che sono alla porta dell'eternità; ma non muoio, entro nella vita, e tutto ciò che non posso dire quaggiù, lo farò com­prendere dall'alto dei cieli.

  2. II mio cuore è calmo come un lago tranquillo o come un cielo se­reno; non ho rimpianti per la vita cli questo mondo; il mio cuore ha sete delle acque della vita eterna. Ancora un poco e l'anima mia lascerà la terra, finirà il suo esilio, terminerà il suo com­battimento. Salgo al cielo. Tocco la patria, colgo la palma della vittoria!
    Fra poco entrerò nel soggiorno degli elet­ti, contemplerò bellezze che l'occhio del­l'uomo non ha veduto mai, udrò armonie che l'orecchio mai udì, godrò gioie che il cuore non ha gustato mai... Eccomi giunta a quell'ora... Sono un fiore pri­maverile che il Giardiniere coglie a suo piacere. Tutti siamo fiori piantati su questa terra e che Dio coglie a suo tem­po: un pò prima, un pò dopo. Un giorno ci ritroveremo in paradiso e go­dremo della vera felicità (Cfr. alcune lettere dettate nell’imminenza del martirio dal beato Teofano Vénard) .

  3. Non ho mai fatto come Pi­lato, il quale rifiutò di ascoltare la verità. Ho sempre detto al Signore: Oh mio Dio, voglio ascoltarvi, ve ne supplico, ri­spondetemi quando vi chiedo semplice­mente: che cosa è la verità? Fate che io veda le cose quali sono, che niente mi abbagli.

  4. Che importa che sia io o una altra a insegnare alle anime questa via d'amore e di fiducia? Purché venga indicata, che importa il mezzo?

  5. Non ho dato mai altro che a­more al buon Dio: mi renderà amore.

  6. Noi che corriamo nella via dell'amore, non dobbiamo pensare a ciò che può accadere di doloroso in avvenire, perché sarebbe un mancar di fiducia.

  7. «Rompi la tela al dolce in­contro! (Cfr. S. Giovanni della Croce, Fiamma Viva, 1,28) Ho sempre applicato que­ste parole alla morte che desidero fare. L'amore non consumerà la tela della vita mia, la romperà a un tratto.

  8. Mai ho voluto chiedere al Signore di morir giovane; perciò sono sicura che in questo momento egli com­pie soltanto la sua volontà.

  9. Ciò che forma la nostra umi­liazione nel momento in cui la subiamo, diventa in seguito la nostra gloria fin da questa vita.

  10. Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto per far piacere al Signore buo­no, per salvargli anime.

  11. Ho trovato felicità e gioia sul­la terra, ma soltanto nella sofferenza, per­ché ho sofferto molto quaggiù: biso­gnerà farlo sapere alle anime.

  12. Tutto passa in questo mondo mortale, anche la piccola Teresa passa ... ma tornerà!

  13. Il Signore misericordioso mi ha caricata di grazie per me e per molti altri.

  14. Queste parole d'Isaia: Chi ha creduto alla parola nostra... Egli è senza splendore, senza bellezza... (Cfr. Is 53, 1-2) so no state il fondo di tutta fa mia devo­zione al Volto santo, o piuttosto di tutta la mia pietà. Anch'io desideravo es­sere senza bellezza, sola a premere l'uva nella strettoia, sconosciuta a tutte le crea­ture.

  15. Oh com'è poco amato Dio sulla terra, anche dai sacerdoti e dai re­ligiosi! No, il Signore non è molto amato!

  16. Sono sicura che nostro Si­gnore non abbia parlato diversamente a­gli apostoli con le sue istruzioni e la sua presenza sensibile, di come parla a noi con le buone ispirazioni della sua grazia.

  17. Essere piccoli vuol dire ... non perdersi d'animo per le proprie man­canze, perché i bimbi cadono spesso, ma sono troppo piccini per farsi molto male.

  18. Molte anime dicono: ma non ho la forza di fare questo sacrificio. Che s'impegnino! Dio misericordioso non rifiuta mai la prima grazia, quella che dà il coraggio d'agire, poi il cuore si for­tifica e si passa di vittoria in vittoria.

  19. Non vorrei mai chiedere al Signore sofferenze più grandi, Se le accresce lui, le sopporterò con gioia, per­ché mi verranno da lui. Ma se ne chie­dessi io, sarebbero sofferenze mie, le do­vrei