I libri apocrifi

Apòkryphos è un vocabolo greco che significa "nascosto". Lo usa un antico autore cristiano, Origene, per indicare presunti libri segreti, con i quali alcuni eretici, gli gnostici, sostenevano la loro versione del cristianesimo. Attualmente con l'espressione "libri apocrifi" si intende classificare una serie di libri non entrati a far parte del "canone" delle Scritture. Si tratta di una produzione letteraria abbondantissima- migliaia di pagine nelle moderne edizioni in lingue europee -, che fa riferimento sia all' Antico sia al Nuovo Testamento.

Per quanto concerne i libri apocrifi dell'Antico Testamento, c'è anzitutto da ricordare che nel mondo protestante essi vengono indicati con il termine "pseudoepigrafi" {cioè scritti falsamente attribuiti ad un autore), essendo la designazione "apocrifi" riservata a quei libri che i cattolici identificano come "deuterocanonici" dell' Antico Testamento.

Gli apocrifi/pseudoepigrafi dell' Antico Testamento comprendono scritti di varia natura, nati all'incirca tra il 200 a.C. e il 200 d.C.: apocalittici, sapienziali, preghiere, testamenti, ecc. Insieme agli scritti rinvenuti a Qumran e ai più antichi testi rabbinici, costituiscono fonti insostituibili per conoscere le diverse tendenze religiose dell'ebraismo nell'epoca neotestamentaria. Alcuni di questi testi presentano una spiccata attenzione alle tematiche escatologiche e messianiche, come il IV libro di Esdra, il Libro di Enoch o il Testamento dei dodici patriarchi. Non pochi hanno avuto correzioni e interpolazioni da parte di scribi cristiani.

Qualche parola in più sugli apocrifi del Nuovo Testamento. Vi si ritrovano testi che, almeno nel titolo, assumono 10 stesso genere letterario degli scritti presenti nel canone neotestamentario: Vangelo di Pietro, di Giacomo, di Filippo, di Tommaso, ecc.; Atti di Giovanni, di Paolo, ecc.; Lettera di Paolo ai Laodicesi, ai Corinzi, a Seneca, ecc.; Apocalisse di Pietro, ecc.

I Vangeli apocrifi, per limitarci ad essi, sembrano avere soprattutto interesse a colmare le lacune di informazione sui momenti princi-
pali della vita di Gesù. Ci sono, ad esempio, diversi "Vangeli dell'infanzia", ispirati al desiderio di sollevare un po' il velo sugli anni oscuri della vita di Gesù, ma anche VangeJi incentrati sulla vita pubblica, molti sulla passione e sulla risurrezione. Non mancano, però, testi che offrono una presentazione dell'insegnamento, della vicenda e della persona di Gesù nella prospettiva di una qualche tendenza eretica del cristianesimo dei primi secoli, come quelle ebionitiche e quelle gnostiche.

Alcuni testi risalgono ad un'epoca abbastanza antica, come il Vangelo di Pietro o il Protovangelo di Giacomo, la cui composizione gli storici collocano generalmente nel II sec. d.C.; altri sono più tardivi, fino al VI sec. d.C. e oltre. Per diversi motivi (età tarda, fantasia dei racconti, dottrine non autentiche) non sono stati mai accolti dalla Chiesa tra i testi canonici, benche talvolta si trovino elencati tra i libri che si potevano leggere per il loro carattere edificante.

Gli apocrifi contengono in ogni caso preziose testimonianze di pietà popolare e di tendenze teologiche diverse e, se non ci forniscono nuove informazioni credibili su Gesù ne dati dottrinali inediti, ci informano indirettamente sull'ambiente spirituale delle comunità in cui vennero scritti. La loro conoscenza ci aiuta a capire anche l'arte e la pietà tradizionale del nostro popolo, in quanto queste si sono non poche volte ispirate a quelle narraziqni e ne portano ancora le tracce, soprattutto nelle rappresentazioni della natività e della passione del Signore e nelle preghiere e pratiche di devozione ad esse collegate.

Tratto da "Incontro alla Bibbia" breve introduzione alla Sacra Scrittura per il cammino catechistico degli adulti
a cura della Conferenza Episcopale Italiana e dell'Ufficio Catechistico Nazionale

 

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