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I Documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II: Costituzione Sacrosantum Concilium
Cap. I
Cap. II
Cap. III
Cap. IV
Cap. V
Cap. VI
Cap. VII
Appendice
Tutte le pagine

 

 

APPENDICE

DICHIARAZIONE CIRCA LA RIFORMA DEL CALENDARIO

Il sacro concilio ecumenico Vaticano II, stimando di non piccolo valore i desideri di molti di veder assegnata la festa di pasqua ad una determinata domenica e di adottare un calendario fisso, dopo aver preso accuratamente in esame le conseguenze che possono derivare dalla introduzione di un nuovo calendario, dichiara quanto segue:

1. Il sacro concilio non ha nulla in contrario a che la festa di pasqua venga assegnata ad una determinata domenica nel calendario gregoriano, purché vi sia l' assenso di coloro che ne sono interessati, soprattutto i fratelli separati dalla comunione con la sede apostolica.

2. Parimenti il sacro concilio dichiara di non opporsi alle iniziative che tendono ad introdurre nella società civile un calendario perpetuo. Però, tra i vari sistemi allo studio per fissare un calendario perpetuo e introdurlo nella società civile, la chiesa non si oppone a quelli soltanto che conservano e tutelano la settimana di sette giorni con la domenica, senza aggiunta di giorni fuori della settimana, in modo che la successione delle settimane resti intatta, a meno che intervengano gravissime ragioni, sulle quali dovrà pronunciarsi la sede apostolica. Tutte e singole le cose, stabilite in questa costituzione, sono piaciute ai padri del sacro concilio. E noi, in virtù della potestà apostolica conferitaci da Cristo,unitamente ai venerabili padri, nello Spirito Santo le approviamo, le decretiamo e stabiliamo; e quanto è stato così sinodalmente stabilito, comandiamo che sia promulgato a gloria di Dio.

 

 

 

 

 

 

 



 
Preghiera al Cristo sofferente

Preghiera di Cristo sofferente

Cado alle tue ginocchia ,Signore, per adorarti;
ti rendo grazie, Dio di bontà; t'imploro, Dio di santità.

Davanti a te, piego le ginocchia.

Tu ami gli uomini e io ti glorifico, o Cristo, Figlio

unico e Signore di tutte le cose, che solo sei senza

peccato: hai voluto subire, per me peccatore e indegno,
la morte, e la morte di croce.
In tal modo hai liberato le anime dai lacci del male.

Che cosa ti darò in cambio, Signore, per tanta bontà?

Gloria a te, o amico degli uomini!

Gloria a te, misericordioso!

Gloria a te, longanime!

Gloria a te, che assolvi i peccati!

Gloria a te, che sei venuto per salvare le nostre anime!

Gloria a te, che ti sei fatto carne nel seno della Vergine!

Gloria a te, che fosti legato!

Gloria a te, che fosti flagellato!

Gloria a te, che fosti schernito!

Gloria a te, che fosti inchiodato alla croce!

Gloria a te, che fosti seppellito e sei resuscitato!

Gloria a te, che fosti predicato agli uomini, e in te essi hanno creduto!

Gloria a te, che sei salito al cielo!

Gloria a te, che sei seduto alla destra del padre:
ritornerai con la maestà del Padre e con i santi angeli,

per giudicare in quell'ora spaventosa e terribile

tutte le anime che hanno disprezzato la tua santa Passione.

Le potenze del cielo saranno scosse; tutti gli Angeli,

gli Arcangeli, i Cherubini e i Serafini appariranno

con timore e tremore davanti alla tua gloria:

le fondamenta della terra vacilleranno e tutto ciò che

ha un'anima fremerà davanti alla tua maestà sovrana.

In quell'ora, la tua mano mi ripari sotto le tue ai:

per salvare l'anima mia dal fuoco terribile, dallo stridore

di denti, dalle tenebre esteriori e dalle lacrime eterne.

Che io possa glorificarti cantando:

Gloria a colui che si è degnato di salvare il peccatore

con la sua misericordia bontà.

(Sant'Efrem Siro 306-373)

 

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