Il "Canone primo", da un codice del sec. XI.
Eusebio divise i vangeli in tante brevi pericopi,
contrassegnandole con numeri progressivi.
Quindi raggruppò i numeri in dieci elenchi (Canoni dei vangeli):
i brani comuni a tutti e quattro gli evangelisti (canone I),
a tre (canoni II-IV), a due (canoni V- IX),
i passi propri a ciascun evangelista (canone X).
Biblioteca Ambrosiana,
L53 Sup., fol. 11r
Commissionato dai Benedettini di S. Zeno, dalla cui biblioteca passò direttamente alla Civica al momento della soppressione del monastero, contiene l'intero Proprio dei santi può considerarsi una delle opere più mature di Francesco di Bettino. La notevolissima carta iniziale rappresenta sant'Andrea circondato da putti, frutti e animali.
La datazione dell'antifonario si può collocare tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta del Quattrocento.
manoscritto membranaceo, fine del secolo XV
Per quel che si sa, è questo l'unico libro italiano interamente silografico, uscito dalla bottega tipografica di Giovanni Andrea Vavassore (o Valvassori) circa nel 1530 e che si avvalse dei disegni e delle incisioni dei fiammingo Robert van Auden Aerd . Incise nel legno sono le 120 grandi figure rappresentanti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, e anche il testo esplicativo (con una perizia tecnica che fa pensare alla regolarità dei caratteri in piombo) , che è in volgare.
Una vera e propria narrazione per immagini, attraverso la quale vengono confrontati episodi tratti dal Vecchio Testamento con altri tratti dal Nuovo, il tutto confortato da sentenze dei libri profetici.
La storia si svolge attraverso 40 quadri, composti ognuno da tre soggetti affiancati,
I soggetti, uno tratto dal Nuovo Testamento e due dal Vecchio, dovevano servire a rappresentare fatti che, secondo le profezie, annunciavano gli episodi della vita di Cristo
L'esemplare è posseduto dalla Biblioteca Civica di Verona. Le vignette sono stampate solo su uno dei lati del foglio.
Subiaco [Konrad Sweynheim e Arnold Pannartz monaci benedettini]
Provenienza: Biblioteca Gianfilippi
L'edizione della De divinis istitutionibus di Lattanzio datata Subiaco 29 ottobre 1465 degli stampatori tedeschi Konrad Sweynheim e Arnold Pannartz fu eseguita in 275 esemplari: di essa si conoscono superstiti poco più di quaranta copie, di cui diciassette in Italia. Quella veronese pervenne alla Biblioteca nel 1845 con l'acquisizione della raccolta Gianfilippi e fu valutata tremila lire austriache. Secondo una riprovevole consuetudine degli antiquari ottocenteschi il volume fu malamente sbiancato, deteriorando in tal modo gli interventi in azzurro delle lettere miniate e cancellando frequenti postille manoscritte ai margini. Questa pregevole opera è la prima stampa in Italia, compiutamente datata, della nuova arte della tipografia
manoscritto membranaceo, datato 1424
legatura ottocentesca in pelle bionda e fregi geometrici impressi
Provenienza: Monastero di Santo Spirito
Giovanni Rasio da Imola, arciprete di San Procolo ne completò la scrittura il 23 marzo 1424.
La decorazione comprende oltre a piccoli capilettera colorati ed altri più grandi filigranati, 21 iniziali figurate, un gran numero per un messale non riservato alle occasioni solenni, anzi di uso quotidiano, come questo.
La carta iniziale è circoscritta da un fregio decorato con foglie policrome e da una duplice celebrazione dello Spirito Santo, nell'Annunciazione evocata nella fascia superiore e nella Pentecoste posta nel medaglione al centro.
L'ignoto miniatore è un maestro dal linguaggio semplice, diretto. Predilige i colori forti e un segno di contorno ben evidente.
Il messale passò dalla Biblioteca Campostrini e fu donato alla Biblioteca Civica di Verona nel 1909.
Manoscritto membranaceo, seconda metà del secolo XII;
legatura recentissima in cuoio marrone
Provenienza: Monastero di San Zeno Maggiore
Il volume con Regola, Obituario e Martirologio era, nel XVIII secolo, nella biblioteca del monastero benedettino di San Zeno e richiama, forse, nella scrittura e nella decorazione delle capitali, gli influssi della Germania meridionale..
Tutti i titoli sono rubricati ed è profusamente ornata con grandi iniziali rosse eseguite a penna, che ne traccia solamente i vuoti profili, e con iniziali minori in pieno rosso e ornate con motivi floreali in forma di giglio


