REGOLE ED ESORTAZIONI

REGOLA NON BOLLATA (1221)


[1] Questa è la prima Regola che il beato Francesco compose, e il signor papa Innocenzo gli confermò senza bolla.

PROLOGO

[2] 1 Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo! 2 Questa è la vita del Vangelo di Gesù Cristo, che frate Francesco chiese che dal signor papa Innocenzo gli fosse concessa e confermata. Ed egli la concesse e la confermò per lui e per i suoi frati presenti e futuri.

[3] 3 Frate Francesco e chiunque sarà a capo di questa Religione, prometta obbedienza e reverenza al signor papa Innocenzo e ai suoi successori.
4 E tutti gli altri frati siano tenuti ad obbedire a frate Francesco e ai suoi successori.

CAPITOLO I
CHE I FRATI VIVANO IN OBBEDIENZA, IN CASTITÀ
E SENZA NULLA Dl PROPRIO

[4] 1 La regola e vita dei frati è questa, cioè vivere in obbedienza, in castità e senza nulla di proprio, e seguire la dottrina e l'esempio del Signore nostro Gesù Cristo, il quale dice: 2 "Se vuoi essere perfetto, va', vendi tutto quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e poi vieni e seguimi (Lc 18,22; Mt 19,21); 3 e: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24); 4 e ancora: "Se qualcuno vuole venire a me e non odia il padre, la madre, la moglie e i figli, i fratelli e le sorelle e anche la sua vita stessa non può essere mio discepolo" (Lc 14,26). E: "Chiunque avrà lasciato il padre o la madre, i fratelli o le sorelle, la moglie o i figli, le case o i campi per amore mio, riceverà il centuplo e possederà la vita eterna" (Cfr. Mt 19,29; Mc 10,29; Lc 18,29).

CAPITOLO II
DELL'ACCETTAZIONE E DELLE VESTI DEI FRATI

[5] 1 Se qualcuno, per divina ispirazione, volendo scegliere questa vita, verrà dai nostri frati, sia da essi benignamente accolto.
2 E se sarà deciso nell'accettare la nostra vita, si guardino bene i frati dall'intromettersi nei suoi affari temporali, ma, quanto prima possono, lo presentino al loro ministro.
Il ministro poi lo riceva con bontà e lo conforti e diligentemente gli esponga il tenore della nostra vita. 4 Dopo di che, il predetto, se vuole e lo può spiritualmente, senza impedimento, venda tutte le cose sue e procuri di distribuire tutto ai poveri.

[6] 5 Si guardino i frati e il ministro dei frati dall'intromettersi in alcun modo nei suoi affari, 6 né accettino denaro né direttamente né per interposta persona. 7 Se tuttavia fossero nel bisogno, possono i frati ricevere le altre cose necessarie al corpo, ma non denaro, come gli altri poveri, per ragione della necessità.

[7] 5 E quando sarà ritornato, il ministro gli conceda i panni della prova, per un anno, e cioè due tonache senza cappuccio e il cingolo e i calzoni e il capperone fino al cingolo. 9 Finito l'anno e il periodo della prova, sia ricevuto all'obbedienza. 10 Dopo di che non potrà passare ad altra Religione, né andar vagando fuori delI'obbedienza, secondo la prescrizione del signor Papa, e secondo il Vangelo, poiché nessuno che mette mano all'aratro e guarda indietro è adatto al regno di Dio (Lc 9,62).
11 Se però venisse qualcuno che non può dar via le cose sue senza impedimento, pur desiderandolo spiritualmente, le abbandoni, e ciò è sufficiente.
12 Nessuno sia ricevuto contro le norme e le prescrizioni della santa Chiesa.

[8] 13 Gli altri frati poi che hanno promesso obbedienza, abbiano una sola tonaca con il cappuccio e un'altra senza cappuccio, se sarà necessario, e il cingolo e i calzoni.
14 E tutti i frati portino vesti umili e sia loro concesso di rattopparle con stoffa di sacco e di altre pezze con la benedizione di Dio, poiché dice il Signore nel Vangelo: "Quelli che indossano abiti preziosi e vivono in mezzo alle delizie e quelli che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re" (Lc 7,25; Mt 11,8). 15 E anche se sono tacciati da ipocriti, tuttavia non cessino di fare il bene; né cerchino vesti preziose in questo mondo perché possano avere una veste nel regno dei cieli.

CAPITOLO III
DEL DIVINO UFFICIO E DEL DIGIUNO

[9] 1 Dice il Signore: "Questa specie di demoni non si può scacciare se non con la preghiera e col digiuno" (Cfr. Mc 9,28). 2 E ancora: "Quando digiunate non prendete un'aria melanconica come gli ipocriti" (Mt 6,16).

[10] 3 Perciò tutti i frati, sia chierici sia laici, recitino il divino ufficio, le lodi e le orazioni come sono tenuti a fare.
41 I chierici recitino l'ufficio e lo dicano per i vivi e per i defunti, secondo la consuetudine dei chierici. Per i difetti e le negligenze dei frati dicano, ogni giorno, il Miserere mei, Deus (Sal 50) con il Pater noster.
6 Per i frati defunti dicano il De profundis (Sal 129) con il Pater noster.
7 E possano avere soltanto i libri necessari per adempiere al loro ufficio. 3 Anche ai laici che sanno leggere il salterio, sia concesso di averlo; 9 agli altri, invece, che non sanno leggere, non sia concesso di avere alcun libro.

[11] 10 I laici dicano il Credo in Dio e ventiquattro Pater noster con il Gloria al Padre per il mattutino, cinque per le lodi, per l'ora di prima il Credo in Dio e sette Pater noster, con il Gloria al Padre; per terza, sesta e nona, per ciascuna di esse, sette Pater noster; per il vespro dodici, per compieta il Credo in Dio e sette Pater noster con il Gloria al Padre; per i defunti sette Pater noster con il Requiem aeternam; e per le mancanze e le negligenze dei frati tre Pater noster ogni giorno.

[12] 11 E similmente, tutti i frati digiunino dalla festa di Tutti i Santi fino al Natale e dalla Epifania, quando il Signore nostro Gesù Cristo incominciò a digiunare, fino alla Pasqua. 12 Negli altri tempi poi, eccetto il venerdì, non siano tenuti a digiunare secondo questa norma di vita. 13 E secondo il Vangelo, sia loro lecito mangiare di tutti i cibi che vengono loro presentati (Cfr. Lc 10,8).

CAPITOLO IV
DEI RAPPORTI TRA I MINISTRI E GLI ALTRI FRATI

[13] 1 Nel nome del Signore! 2 Tutti i frati, che sono costituiti ministri e servi degli altri frati, distribuiscano nelle province e nei luoghi in cui saranno, i loro frati, e spesso li visitino e spiritualmente li esortino e li confortino. 3 E tutti gli altri miei frati benedetti diligentemente obbediscano loro in quelle cose che riguardano la salute dell'anima e non sono contrarie alla nostra vita. 4 E si comportino tra loro come dice il Signore: "Tutto quanto desiderate che gli uomini facciano a voi, fatelo voi pure a loro" (Mt 7,12) 5 e ancora: "Ciò che tu non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri" (Cfr. Tb 4,16; Lc 6,31).

[14] 6 E si ricordino i ministri e servi che il Signore dice: "Non sono venuto per essere servito, ma per servire" (Mt 20,2); e che a loro è stata affidata la cura delle anime dei frati, perciò se qualcuno di essi si perdesse per loro colpa e cattivo esempio, nel giorno del giudizio dovranno rendere ragione (Cfr. 12,36) davanti al Signore [nostro] Gesù Cristo.

CAPITOLO V
DELLA CORREZIONE DEI FRATI NELLE LORO MANCANZE

[15] 1 Custodite, perciò, le vostre anime e quelle dei vostri fratelli, perché è terribile cadere nelle mani del Dio vivente (Eb 10,31). 2 Se poi qualcuno dei ministri comandasse a un frate, qualcosa contro la nostra vita o contro la sua anima, il frate non sia tenuto ad obbedirgli, poiché non è obbedienza quella in cui si commette delitto o peccato.

[16] 3 Tuttavia, tutti i frati che sono sottoposti ai ministri e servi, considerino con ponderazione e diligenza le azioni dei loro ministri e servi. 4 E se vedranno che qualcuno di essi vive secondo la carne e non secondo lo spirito, quale è richiesto dalla rettitudine della nostra vita, dopo la terza ammonizione, se non si sarà emendato, lo notifichino al ministro e servo di tutta la Fraternità nel Capitolo di Pentecoste, senza che nulla lo impedisca.

[17] 5 Se poi tra i frati, ovunque siano, ci fosse qualche frate che volesse camminare secondo la carne e non secondo lo spirito, i frati, con i quali si trova, lo ammoniscano, lo istruiscano e lo correggano con umiltà e diligenza. 6 Che se, dopo la terza ammonizione, quegli non avrà voluto emendarsi, Io mandino oppure ne riferiscano al ministro e servo, e il ministro e servo lo tratti come gli sembrerà meglio secondo Iddio.

[18] 7 E si guardino tutti i frati, sia i ministri e servi sia gli altri, dal turbarsi e dall'adirarsi per il peccato o il male di un altro, perché il diavolo per la colpa di uno vuole corrompere molti, 8 ma spiritualmente, come meglio possono, aiutino chi ha peccato, perché non quelli che stanno bene hanno bisogno del medico, ma gli ammalati (Cfr. Mt 9,12; Mc 2,17).

[19] 9 Similmente, tutti i frati non abbiano in questo alcun potere o dominio, soprattutto fra di loro. 10 Come dice infatti il Signore nel Vangelo: "I principi delle nazioni le signoreggiano, e i grandi esercitano il potere su di esse (Mt 20,25); non cosi sarà tra i frati; 11 e chi tra loro vorrà essere maggiore, sia il loro ministro (Mt 20,26-27) e servo; 12 e chi tra di essi è maggiore, si faccia come il minore" (Lc 22,26).

[20] 13 Nessun frate faccia del male o dica del male a un altro 14 anzi per carità di spirito volentieri si servano e si obbediscano vicendevolmente (Cfr. Gal 5,13).
15 E questa è la vera e santa obbedienza del Signore nostro Gesù Cristo.

[21] IL E tutti i frati, ogni volta che si allontaneranno dai comandamenti del Signore (Cfr. Sal 118,21) e andranno vagando fuori dell'obbedienza, come dice il profeta, sappiano che essi sono maledetti fuori dall'obbedienza, fino a quando rimarranno consapevolmente in tale peccato.
17 Se invece avranno perseverato nei comandamenti del Signore, che hanno promesso di osservare seguendo il santo Vangelo e la loro forma di vita, sappiano che sono nella vera obbedienza, e siano benedetti dal Signore.

CAPITOLO VI
DEL RICORSO DEI FRATI Al LORO MINISTRI
E CHE NESSUN FRATE SIA CHIAMATO PRIORE

[22] 1 I frati, in qualunque luogo sono, se non possono osservare la nostra vita, quanto prima possono, ricorrano al loro ministro e glielo manifestino. 2 Il ministro poi procuri di provvedere ad essi, così come egli stesso vorrebbe si facesse per lui, se si trovasse in un caso simile.

[23] 3 E nessuno sia chiamato priore, ma tutti siano chiamati semplicemente frati minori. 4 E l'uno lavi i piedi all'altro (Gv 13,14).

CAPITOLO VII
DEL MODO Dl SERVIRE E Dl LAVORARE

[24] 1 Tutti i frati, in qualunque luogo si trovino presso altri per servire o per lavorare, non facciano né gli amministratori né i cancellieri, né presiedano nelle case in cui prestano servizio; né accettino alcun ufficio che generi scandalo o che porti danno alla loro anima (Cfr. Mc 8,36; Lc 22,26); ma siano minori e sottomessi a tutti coloro che sono in quella stessa casa.
3 E i frati che sanno lavorare, Iavorino ed esercitino quel mestiere che già conoscono, se non sarà contrario alla salute dell'anima e può essere esercitato onestamente.
4 Infatti dice il profeta: "Mangerai il frutto del tuo lavoro; beato sei e t'andrà bene" (Sal 127,2); 5 e l'Apostolo: "Chi non vuol lavorare, non mangi" (Cfr. Ts 3,10); 6 e: "Ciascuno rimanga in quel mestiere e in quella professione cui fu chiamato" (Cfr. 1Cor 7,24). 7 E per il lavoro prestato possano ricevere tutto il necessario, eccetto il denaro.
8 E quando sarà necessario, vadano per l'elemosina come gli altri poveri.

[25] 9 E possano avere gli arnesi e gli strumenti adatti ai loro mestieri.
10 Tutti i frati cerchino di applicarsi alle opere buone; poiché sta scritto: Fa' sempre qualche cosa di buono affinché il diavolo ti trovi occupato, 11 e ancora: L'ozio è il nemico dell'anima. 12 Perciò i servi di Dio devono sempre dedicarsi alla preghiera o a qualche opera buona.

[26] 13 Si guardino i frati, ovunque saranno, negli eremi o in altri luoghi, di non appropriarsi di alcun luogo e di non contenderlo ad alcuno.
14 E chiunque verrà da essi, amico o nemico, ladro o brigante, sia ricevuto con bontà. 15 E ovunque sono i frati e in qualunque luogo si incontreranno, debbano rivedersi volentieri e con gioia di spirito e onorarsi scambievolmente senza mormorazione (1Pt 4,9).

[27] 16 E si guardino i frati dal mostrarsi tristi alI'esterno e oscuri in faccia come gli ipocriti (Cfr. Mt 6,16), ma si mostrino lieti nel Signore (Cfr. Fil 4,4) e giocondi e garbatamente amabili.

CAPITOLO VIII
CHE I FRATI NON RICEVANO DENARO

[28] 1 Il Signore comanda nel Vangelo: "Attenzione, guardatevi da ogni malizia e avarizia" (Lc 12,15 e 21,34); 2 e: "Guardatevi dalle preoccupazioni di questo mondo e dalle cure di questa vita". 3 Perciò, nessun frate, ovunque sia e dovunque vada, in nessun modo prenda con sé o riceva da altri o permetta che sia ricevuta pecunia o denaro, né col pretesto di acquistare vesti o libri, né per compenso di alcun lavoro, insomma per nessuna ragione, se non per una manifesta necessità dei frati infermi; poiché non dobbiamo avere né attribuire alla pecunia e al denaro maggiore utilità che ai sassi.
4 E il diavolo vuole accecare quelli che li desiderano e li stimano più dei sassi. 5 Badiamo, dunque, noi che abbiamo lasciato tutto (Cfr. Mt 19,27), di non perdere, per sì poca cosa, il regno dei cieli.
6 E se troveremo in qualche luogo del denaro, non curiamocene, come della polvere che si calpesta, poiché è vanità delle vanità e tutto è vanità (Qo 1,2).
7 E se per caso, Dio non voglia, capitasse che un frate raccogliesse o avesse della pecunia o del denaro, eccettuato soltanto per la predetta necessità relativa agli infermi, tutti noi frati riteniamolo un falso frate e apostata e un ladro e un brigante, e un ricettatore di borse, a meno che non se ne penta sinceramente.
8 E in nessun modo i frati accettino né permettano di accettare, né cerchino, né facciano cercare pecunia per elemosina, né soldi per qualche casa o luogo, né si accompagnino con persona che vada in cerca di pecunia o di denaro per tali luoghi. 9 Altri servizi invece, che non sono contrari alla nostra forma di vita, i frati li possono fare nei luoghi con la benedizione di Dio.
10 Tuttavia, i frati, per una evidente necessità dei lebbrosi, possono chiedere l'elemosina per essi.
11 Si guardino però molto dalla pecunia. 12 Similmente, tutti i frati si guardino di non andare in giro per alcun turpe guadagno.

CAPITOLO IX
DEL CHIEDERE L'ELEMOSINA

[29] 1 Tutti i frati si impegnino a seguire l'umiltà e la povertà del Signore nostro Gesù Cristo, e si ricordino che nient'altro ci è consentito di avere, di tutto il mondo, come dice l'apostolo, se non il cibo e le vesti, e di questi ci dobbiamo accontentare (Cfr. 1Tm 6,8).

[30] 2 E devono essere lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, tra infermi e lebbrosi e tra i mendicanti lungo la strada.

[31] 3 E quando sarà necessario, vadano per l'elemosina.
4 E non si vergognino, ma si ricordino piuttosto che il Signor nostro Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo (Gv 11,27), onnipotente, rese la sua faccia come pietra durissima (Is 50, 7), né si vergognò; 5 e fu povero e ospite, e visse di elemosine lui e la beata Vergine e i suoi discepoli. 6 E quando gli uomini facessero loro vergogna e non volessero dare loro l'elemosina, ne ringrazino Iddio, poiché per tali umiliazioni riceveranno grande onore presso il tribunale del Signore nostro Gesù Cristo.
7 E sappiano che l'umiliazione è imputata non a coloro che la ricevono ma a coloro che la fanno.
8 E l'elemosina è l'eredità e la giustizia dovuta ai poveri; I'ha acquistata per noi il Signor nostro Gesù Cristo. 9 E i frati che lavorano per acquistarla avranno grande ricompensa e la fanno guadagnare e acquistare a quelli che la donano; poiché tutte le cose che gli uomini lasceranno nel mondo, periranno, ma della carità e delle elemosine che hanno fatto riceveranno il premio dal Signore.

[32] 10 E con fiducia l'uno manifesti all'altro la propria necessità, perché l'altro gli trovi le cose necessarie e gliele dia. 11 E ciascuno ami e nutra il suo fratello, come la madre ama e nutre il proprio figlio (Cfr. 1Ts 2,7), in tutte quelle cose in cui Dio gli darà grazia. 12 E colui che non mangia non giudichi colui che mangia (Rm 14,3).

[33] 13 E ogniqualvolta sopravvenga la necessità, sia consentito a tutti i frati, ovunque si trovino, di prendere tutti i cibi che gli uomini possono mangiare, così come il Signore dice di David, il quale mangiò i pani dell'offerta che non era permesso mangiare se non ai sacerdoti (Mc 2,27; cfr. Mt 12,4). 14 E ricordino ciò che dice il Signore: "Badate a voi che non vi capiti che i vostri cuori siano aggravati dalla crapula e dall'ubriachezza e dalle preoccupazioni di questa vita 15 e che quel giorno piombi su di voi all'improvviso, poiché cadrà come un laccio su tutti coloro che abitano sulla faccia della terra" (Lc 21,34 e 35). 16 Similmente, ancora, in tempo di manifesta necessità tutti i frati provvedano per le cose loro necessarie cosi come il Signore darà loro la grazia, poiché la necessità non ha legge.

CAPITOLO X
DEI FRATI INFERMI

[34] 1 Se un frate cadrà ammalato, ovunque si trovi, gli altri frati non lo lascino senza avere prima incaricato un frate, o più se sarà necessario, che lo servano come vorrebbero essere serviti essi stessi; 2 però in caso di estrema necessità, lo possono affidare a qualche persona che debba assisterlo nella sua infermità.

[35] 3 E prego il frate infermo di rendere grazie di tutto al Creatore; e che quale lo vuole il Signore, tale desideri di essere, sano o malato, poiché tutti coloro che Dio ha preordinato alla vita eterna, li educa con i richiami stimolanti dei flagelli e delle infermità e con lo spirito di compunzione, così come dice il Signore: "lo quelli che amo, li correggo e li castigo".
4 Se invece si turberà e si adirerà contro Dio e contro i frati, ovvero chiederà con insistenza medicine, desiderando troppo di liberare la carne che presto dovrà morire, e che è nemica dell'anima, questo gli viene dal maligno ed egli è uomo carnale, e non sembra essere un frate, poiché ama più il corpo che l'anima.

CAPITOLO XI
CHE I FRATI NON FACCIANO INGIURIA NÉ DETRAZIONE,
MA Sl AMINO SCAMBIEVOLMENTE

[36] 1 E tutti i frati si guardino dal calunniare alcuno, e evitino le dispute di parole (Cfr. 2Tm 2,14), 2 anzi cerchino di conservare il silenzio, se Dio darà loro questa grazia. 3 E non litighino tra loro, né con gli altri, ma procurino di rispondere con umiltà, dicendo: Sono servo inutile (Cfr. Lc 17,10).

[37] 4 E non si adirino, perché chiunque si adira col suo fratello, sarà condannato al giudizio; chi avrà detto al suo fratello "raca", sarà condannato nel Sinedrio; chi gli avrà detto "pazzo", sarà condannato al fuoco della Geenna (Mt 5,22). 5 E si amino scambievolmente, come dice il Signore: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate scambievolmente come io ho amato voi" (Gv 15,12). 6 E mostrino con le opere l'amore che hanno fra di loro, come dice l'apostolo: "Non amiamo a parola né con la lingua, ma con le opere e in verità" (Cfr. Gc 2,18; 1Gv 3,8). 7 E non oltraggino nessuno (Tt 3,2); 8 non mormorino, non calunnino gli altri, poiché è scritto: "i sussurroni e i detrattori sono in odio a Dio" (Rm 1,29 e 30). 9E siano modesti, mostrando ogni mansuetudine verso tutti gli uomini (Cfr. Tt 3,2). 10 Non giudichino, non condannino; 11 e come dice il Signore, non guardino ai più piccoli peccati degli altri, 12 ma pensino piuttosto ai loro nell'amarezza della loro anima (Cfr. Mt 7,3; Is 38,15).
13 E si sforzino di entrare per la porta stretta (Lc 13,24), poiché dice il Signore: "Angusta è la porta e stretta la via che conduce alla vita; e sono pochi quelli che la trovano" (Mt 7,14).

CAPITOLO XII
DEGLI SGUARDI IMPURI E DELLA COMPAGNIA DELLE DONNE

[38] 1 Tutti i frati, ovunque siano o vadano, evitino gli sguardi impuri e la compagnia delle donne. 2 E nessuno si trattenga in consigli né cammini solo per la strada né mangi alla mensa in unico piatto con esse.
31 sacerdoti parlino con loro onestamente quando amministrano la penitenza o per qualche consiglio spirituale.
4 E nessuna donna in maniera assoluta sia ricevuta all'obbedienza da alcun frate, ma una volta datole il consiglio spirituale, essa faccia vita di penitenza dove vorrà. 5 E tutti dobbiamo vigilare molto su noi stessi e dobbiamo mantenere le nostre membra pure, poiché dice il Signore: "Chiunque avrà guardato una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei, nel suo cuore" (Mt 5,28). 6 E l'apostolo: "Non sapete che le vostre membra sono tempio dello Spirito Santo? (Cfr. 1Cor 6,19); perciò, se uno violerà il tempio di Dio, Dio distruggerà lui" (1Cor 3,17).

 

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